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Cena fraterna del 10 marzo 2010
Mercoledì 10 marzo 2010, alle ore 20.00, presso la Rettoria: Cena Fraterna, la prima del 2010. Iscrivetevi mandando un messaggio a vengoacena@sanferdinando.org, segnalando che cosa intendete portare, oppure telefonate ad Agnese Varsalona, cell 338.6627665, e-mail mssmilano@tiscali.it. Basta poco per fare festa in tanti. Vi aspettiamo numerosi. E' gradita la collaborazione per l'apparecchiatura: chi può arrivi alle 19.30.
The March Cena Fraterna, the first of this year 2010, will take place on the 10th at 8.00 p.m., Piazza Sraffa 6. Please write to vengoacena@sanferdinando.org describing your contribution in terms of food, or contact Agnese Varsalona, cell 338.6627665, e-mail mssmilano@tiscali.it.
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Appuntamenti dal 6 al 13 marzo 2010
Ricordiamo quanto segue:
- domenica: III domenica di Quaresima, S. Messa alle h 12.00;
- lunedì, martedì e giovedì: S. Messa alle h 8.15;
- mercoledì: S. Messa alle h 13.30;
- venerdì: Via Crucis alle h 8.15;
- sabato: la chiesa sarà chiusa, come al solito.
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S. Messa di mercoledì 10 marzo 2010
La S. Messa del terzo mercoledì di Quaresima sarà celebrata da Mons. Gianni Zappa, Moderator Curiae e già Cappellano presso la Rettoria S. Ferdinando dell'Università Bocconi. |
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Omaggio alla donna per l'8 marzo 2010 |
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L'avvenire dell'uomo è la donna. La donna è il colore della sua anima. La donna è il suo brusio e il suo grido. Dalla donna viene la luce viene la sera e viene il mattino. Attorno a lei tutto si organizza. Senza di lei l'uomo non è che bestemmia nocciolo senza frutto. (L. Aragon, 1897-1982)
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Preghiera per la domenica di Abramo |
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Signore Gesù, che cosa provavi quando le tue parole venivano distorte, falsate o respinte, e non trovavano posto persino in coloro che avevano creduto in te? Ci sembra di vedere il tuo volto, velato di una tristezza amara, che non si rassegna al cuore chiuso e che cerca in ogni modo il dialogo. Questa tristezza si ripete ancora tutte le volte che il tuo Vangelo viene da noi profanato e tradito per avallare i nostri interessi politici, economici, culturali o anche solo per affermare la nostra superiorità nei confronti di chi ha fatto scelte religiose diverse. Signore Gesù, insegnaci una fede umile, che dialoga con il mondo, che viva la libertà dei figli di Dio, che tu ci hai donato, che sia aperta a ogni verità nascosta nel cuore dell’uomo, perché ogni uomo, al di là del suo “credo” o della sua visione del mondo, è sacramento misterioso della tua invisibile presenza. Liberaci dalla falsa certezza che la verità sia una dottrina astratta che si possiede, sottraendola all’altro e di cui si può disporre. Insegnaci ancora e persuadici dolcemente che la Verità è esperienza d’amore che noi dobbiamo servire, seguendo te, che da Dio sei uscito e vieni, e ci sveli, come confidenza grande e inaudita, il tuo meraviglioso, ardente e riconoscente legame con il Padre. Amen.
(Laura Invernizzi)
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L'angolo della poesia |
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AMORE
George Herbert (1593-1632), poeta metafisico
Amor mi accolse, eppur l'anima mia indietreggiò
lorda di polvere e peccato.
Allora Amore, ratto lo sguardo, vedendomi esitare
fin dal mio primo passo,
presso mi venne, chiedendo con dolcezza
se alcunché mi mancasse.
"Un invitato", fu la mia riposta, "degno del luogo".
Amore disse: "Sarai tu quello".
"Io, il malvagio, l'ingrato? Ah, mio diletto,
non posso figger gli occhi su di te".
Per man mi prese Amore e, sorridendo, replicò:
"Chi fe’ quest'occhi, se non io?"
"Vero è, Signore, ma deturpati li ho: possa la mia vergogna
andar là dove merita".
"E non sai tu", disse Amore, "chi si è preso la colpa?"
"Mio diletto, allora io servirò."
"Siediti", disse Amore, "gustar devi il mio cibo".
Così sedetti e di gusto mangiai."
continua (versione originale)...
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III Domenica di Quaresima - 7 marzo 2010 |
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Giovanni 8, 31-59
In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
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Sintesi dell'Omelia della III Domenica di Quaresima |
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Carissimi, la consapevolezza della propria non autosufficienza e l’umiltà ad aprirsi alla Parola possono permetterci di fare i conti con la nostra vita, con la nostra storia. Questa in brevissima sintesi la riflessione che abbiamo sviluppato la scorsa domenica. Tutto questo si connette con un ulteriore passo che oggi possiamo compiere per vivere bene la nostra Quaresima. Ne troviamo ispirazione dalla pagina evangelica che descrive una discussione aspra e polemica di Gesù con i Giudei che pure “avevano creduto in lui”. E’ una discussione forte, articolata e anche violenta, che si snoda intorno al tema della verità. L’invito, anzi la provocazione di Gesù, è quello di confrontarsi esattamente su questa questione, solo apparentemente teorica, astratta. L’ostilità dei Giudei, infatti, si crea quando il Signore parla di una verità che libera, una verità che in qualche modo orienta, determina la vita, quindi tutt’altro che astratta. Sino a quando la verità è un bel concetto forse può anche andare bene. Ma se scalfisce ciò che i Giudei considerano il fondamento della loro identità, la loro storia, i loro comportamenti, allora no, allora diventa inaccettabile, impossibile. La verità di cui parla Gesù è quella connessa alla sua Parola (“…Se rimarrete fedeli alla mia Parola conoscerete la verità…”), è Lui stesso in definitiva. Dunque non una verità da pensare, da contemplare, ma da accogliere, da ascoltare, su cui ricalibrare la vita.
continua...
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Preghiera per la domenica della Samaritana |
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Signore Gesù, viandante stanco assetato, uomo della terra di Giuda, a mezzogiorno seduto sull’orlo del pozzo attendi di comunicare il tuo desiderio e la tua sete a chi ha sete di vita e passa di marito in marito, di cosa in cosa, di esperienza in esperienza, senza mai trovare sazietà e bevendo acque che non dissetano. Signore Gesù, profeta che ama, la tua parola scava nel nostro cuore e risveglia in noi il desiderio profondo della vita piena, sciogliendoci da un passato che ci blocca. Signore Gesù, messia atteso, che ti nutri del cibo della volontà del Padre, insegnaci ad essere veri adoratori di Dio, immergendoci nelle acque di vita dello Spirito, perché possiamo testimoniare in ogni luogo la bellezza di una fede che rinnova continuamente lo stupore e il gusto della vita. Amen.
(Laura Invernizzi)
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Assemblea Diocesana Pastorale Universitaria |
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Tratto dal sito della Diocesi di Milano
L'Assemblea diocesana della Pastorale Universitaria è un'iniziativa proposta a tutti gli appartenenti al mondo universitario (studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo, ecc.) e ai rappresentanti dei Consigli Pastorali delle Cappellanie Universitarie. Questo momento ha la finalità di favorire la conoscenza tra i protagonisti della Pastorale Universitaria, di rinnovare il valore di questo specifico impegno ecclesiale, di individuare qualche tema di approfondimento culturale e di confermare qualche linea comune di impegno.
Data e orario: sabato 6 marzo 2010 - dalle 9.00 alle 13.00
Luogo: Collegio Arcivescovile San Paolo - Via Statuto, 4 (Milano) MM2 Moscova - MM3 Turati - Bus 94
continua...
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II Domenica di Quaresima - 28 febbraio 2010 |
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Giovanni 4, 5-42
In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna».
continua...
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Chi@cchierando... |
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