Rettoria
San Ferdinando
Orari Chiesa

Omelia del 28 Marzo 2021 - Domenica delle Palme

“Che ve ne pare? Non verrà alla festa?”

La stoltezza di questa domanda è di chi ancora non ha ancora capito la logica di Dio.
La nuova domanda sarà: “Avremo occhi nuovi per vederlo alla festa?”

 

1. “Il problema è avere occhi e non saper vedere,
non guardare le cose che accadono
nemmeno l’ordito minimo della realtà”.
 

•   Dal momento in cui Cristo è entrato a far parte del tempo nuovo, le cose che accadono diventano rivelative di una volontà: la vittoria di Cristo che permane nel tempo, Signore del tempo.

•   Una realtà dalla quale non dobbiamo difenderci ma diventa “vocazionale” alla nostra personale santità (COMPIMENTO)

 

2. “Occhi che non vedono più.
Che non sono più curiosi,
che non si aspettano che accada più niente”.

•   Iniziamo la settimana carichi della nostra storia fatta principalmente da trascuratezza: del proprio IO (disaffezione di sé) - Paura che prima o poi tutto diventi nulla.

•   TUTTO INVECE DEVE ESSERE VISSUTO Sapendo che la festa è tale solo se riconosciamo una vittoria sul dolore: la festa per essere completa deve aver vinto l’esperienza del dolore.

 

3. “Forse perché non credono che la bellezza esista.
Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa,
rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio”.
 

•   Ecco quello che facciamo fatica a capire: La Bellezza esiste!

•   Il nostro destino è riconoscere questa Resistenza di Dio nel portarci a salvezza. Anche questa logica è ribaltata: questa Bellezza esiste, passa sulle nostre strade e il nostro CUORE lo sa.

•   Rompendo il limite: la morte. Introducendo il cambiamento per noi che non è questione psicologica ma riconoscendo che la vittoria sulla morte è per me! Perché la sua presenza sfida il mio limite e mi riempie ogni volta del desiderio di conformarci a Lui. Noi poveretti!

 

 

Il problema è avere occhi e non saper vedere,

non guardare le cose che accadono,

nemmeno l’ordito minimo della realtà.

Occhi chiusi. Occhi che non vedono più.

Che non sono più curiosi.

Che non si aspettano che accada più niente.

Forse perché non credono che la bellezza esista.

Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa,

rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio.

(Patrizio Barbaro in memoria di Pier Paolo Pasolini)