san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
Domenica di Pentecoste - 20 Maggio 2018

Giovanni 14,15-20 

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».

John 14,15:20

At that time. The Lord Jesus said to his disciples: ‘If you love me you will keep my commandments. I shall ask the Father, and he will give you another Paraclete to be with you for ever, the Spirit of truth whom the world can never accept since it neither sees nor knows him; but you know him, because he is with you, he is in you. I shall not leave you orphans; I shall come to you. In a short time the world will no longer see me; but you will see that I live and you also will live. On that day you will know that I am in my Father and you in me and I in you’.
 

Commento:

Gesù se ne va ma non ci lascia soli, ci invia un “altro Paraclito, lo Spirito della verità”. Lo Spirito non ha cose sue da dire, è Colui che suscita e tiene viva in noi la memoria di Gesù e fa sì che possiamo vivere da figli, come il Figlio.  La verità che lo Spirito testimonia non è una serie di affermazioni ma Gesù stesso, una verità viva che fa vivere. Lo Spirito è colui senza il quale Maria non avrebbe potuto concepire e mettere al mondo Gesù, ma è anche lo Spirito creatore. Gesù lo ha effuso su di noi dalla croce, dono della sua vita per la nostra, dono del Figlio di Dio per la nostra vita da figli di Dio. Dalla vicenda di Gesù abbiamo capito che siamo stati creati per diventare figli, come il Figlio e grazie a Lui.

I doni dello Spirito sono molteplici ma per “l’utilità comune”, non perché ce ne vantiamo. È anche il principio dell’unità e possiamo riconoscere di essere animati dallo Spirito se viviamo nella Carità (cfr 1Cor 13) se, cioè, abbiamo iniziato a vivere la nostra vita non preoccupati di noi stessi ma come un dono, un dono ricevuto e un dono condiviso. Lo Spirito è colui che ci convince che “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”, che la domanda che deve interrogarci non è “chi sono io?” bensì “per chi io ci sono?”. L’essere “per” è la sintesi della vita di Gesù e il criterio ispiratore dei noi suoi discepoli, ciò che risolve la nostra esistenza e le dà senso.

Lo Spirito è anche “santificatore”, ci rende simili al “Santo” che è Gesù nel modo unico di ciascuno di noi. Come l’acqua feconda la terra e le consente di produrre innumerevoli, diversissime e bellissime forme di vita, così lo Spirito con l’umanità, con noi.

Come potremmo, dunque, ignorarti e non amarti, santo Spirito di Dio? Rimani in noi con i tuoi doni e fa’ fiorire la nostra vita per la gioia del Padre, del Figlio Gesù, di quanti incontriamo e per la nostra stessa gioia.