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L'angolo della poesia
Inviato il Saturday, 06 March @ 18:21:55 CET di Terri
Redazione Sito Web

AMORE

George Herbert (1593-1632), poeta metafisico

 

Amor mi accolse, eppur l'anima mia indietreggiò

lorda di polvere e peccato.

Allora Amore, ratto lo sguardo, vedendomi esitare

fin dal mio primo passo,

presso mi venne, chiedendo con dolcezza

se alcunché mi mancasse.

 

"Un invitato", fu la mia riposta, "degno del luogo".

Amore disse: "Sarai tu quello".

"Io, il malvagio, l'ingrato? Ah, mio diletto,

non posso figger gli occhi su di te".

Per man mi prese Amore e, sorridendo, replicò:

"Chi fe’ quest'occhi, se non io?"

 

"Vero è, Signore, ma deturpati li ho: possa la mia vergogna

andar là dove merita".

"E non sai tu", disse Amore, "chi si è preso la colpa?"

"Mio diletto, allora io servirò."

"Siediti", disse Amore, "gustar devi il mio cibo".

Così sedetti e di gusto mangiai."

 

continua (versione originale)...



LOVE

 

Love bade me welcome; yet my soul drew back,

Guilty of dust and sin.

But quick-eyed Love, observing me grow slack

From my first entrance in,

Drew nearer to me, sweetly questioning

If I lack'd anything.

 

'A guest,' I answer'd, 'worthy to be here:'

Love said, 'You shall be he.'

'I, the unkind, ungrateful? Ah, my dear,

I cannot look on Thee.'

Love took my hand and smiling did reply,

'Who made the eyes but I?'

 

'Truth, Lord; but I have marr'd them: let my shame

Go where it doth deserve.'

'And know you not,' says Love, 'Who bore the blame?'

'My dear, then I will serve.'

'You must sit down,' says Love, 'and taste my meat.'

So I did sit and eat.

 
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