Carissimi,
la consapevolezza della propria non autosufficienza e l’umiltà ad aprirsi alla Parola possono permetterci di fare i conti con la nostra vita, con la nostra storia. Questa in brevissima sintesi la riflessione che abbiamo sviluppato la scorsa domenica. Tutto questo si connette con un ulteriore passo che oggi possiamo compiere per vivere bene la nostra Quaresima. Ne troviamo ispirazione dalla pagina evangelica che descrive una discussione aspra e polemica di Gesù con i Giudei che pure “avevano creduto in lui”. E’ una discussione forte, articolata e anche violenta, che si snoda intorno al tema della verità.
L’invito, anzi la provocazione di Gesù, è quello di confrontarsi esattamente su questa questione, solo apparentemente teorica, astratta. L’ostilità dei Giudei, infatti, si crea quando il Signore parla di una verità che libera, una verità che in qualche modo orienta, determina la vita, quindi tutt’altro che astratta.
Sino a quando la verità è un bel concetto forse può anche andare bene. Ma se scalfisce ciò che i Giudei considerano il fondamento della loro identità, la loro storia, i loro comportamenti, allora no, allora diventa inaccettabile, impossibile.
La verità di cui parla Gesù è quella connessa alla sua Parola (“…Se rimarrete fedeli alla mia Parola conoscerete la verità…”), è Lui stesso in definitiva. Dunque non una verità da pensare, da contemplare, ma da accogliere, da ascoltare, su cui ricalibrare la vita.
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Ciò che si oppone alla verità, dunque, è la presunzione, che diventa inoltre la radice di ogni peccato.
L’esperienza dei Giudei è talvolta anche la nostra, per questo possiamo domandarci: qual è oggi la nostra presunzione?
Noi che forse diversamente da loro facciamo fatica a rintracciare le radici della nostra storia, noi che non sappiamo più costruire facilmente i percorsi dell’identità, noi che constatiamo quotidianamente l’assurda contraddizione dei comportamenti.
Forse per noi oggi la presunzione fondamentale è la nostra solitudine. Solitudine costruita in un mondo e una cultura che ha fatto della individualità il baluardo di ogni diritto e desiderio. Solitudine che ha cancellato ogni possibile verità in nome dell’opinione e della relatività di ogni cosa. Solitudine che nasce da ogni pretesa di autoreferenzialità e autosufficienza.
Questo ci impedisce di confrontarci con la verità di Gesù.
Questo tuttavia può diventare per noi, in questa terza domenica di Quaresima, insegnamento e proposta per continuare nel nostro itinerario di conversione nell’aprirci alla proposta del Vangelo per giungere alla Pasqua più autentici e liberi.