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Benvenuto
Benvenuto nel sito della Rettoria San Ferdinando, il Centro di Pastorale Universitaria della Bocconi. Naviga queste pagine e mettiti liberamente in contatto con noi se vuoi cogliere l'opportunità di un'esperienza universitaria davvero completa! |
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Appuntamenti dal 29 Gennaio al 12 Febbraio 2012
Per le due prossime settimane, segnaliamo quanto segue:
- lunedì, martedì, giovedi, venerdì: S. Messa h 8.15;
- mercoledì: S. Messa h 13.30;
- domenica 22 gennaio 2012: S. Messa h 12.00.
COME INDICATO NEGLI ANNUNCI, MARTEDI' 31 GENNAIO SI TERRA' LA CENA FRATERNA PRESSO LA RETTORIA e GIOVEDI' 2 FEBBRAIO IN CHIESA SARA' ESPOSTO IL SANTISSIMO PER L'ADORAZIONE EUCARISTICA DALLE 13.30 ALLE 14.00. |
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V Domenica dopo l'Epifania - 5 Febbraio 2012 |
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Matteo 15, 21-28
In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e Sidone. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella gli si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
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Sintesi dell'Omelia della V Domenica dopo l'Epifania |
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L'angolo della poesia |
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Se…
Se la nota dicesse: Non è certo una nota che fa la musica… Non ci sarebbe sinfonia.
Se la parola dicesse: Non è certo una parola che fa una pagina… Non ci sarebbe libro.
Se la pietra dicesse: Non è certo una pietra che costruisce un muro… Non ci sarebbe casa.
Se la goccia d’acqua dicesse: Non è certo una goccia d’acqua che può fare un fiume… Non ci sarebbe oceano.
Se il chicco di grano dicesse: Non è certo un chicco di grano che può dar vita a un campo… Non ci sarebbe messe.
Se l’uomo dicesse: Non è certo un gesto d’amore che può salvare l’umanità… Non ci sarebbe felicità.
Come la sinfonia ha bisogno di ogni nota, Come il libro ha bisogno di ogni parola, Come la casa ha bisogno di ogni pietra, Come l’oceano ha bisogno di ogni goccia d’acqua, Come la messe ha bisogno di ogni chicco di grano, L’umanità intera ha bisogno di te, Là dove sei, là come sei, Con la tua gioia, la tua speranza, il tuo dolore, la tua miseria, L’umanità intera ha bisogno di te Perché sei unico e insostituibile.
(Michel Quoist, traduzione di mtb)
Per la versione originale, clicca su Leggi tutto
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Hanno detto... |
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Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe - 29 Gennaio 2012 |
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Luca 2, 41-52 In quel tempo. I genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
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Sintesi dell'omelia della Santa Famiglia |
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Carissimi, la pagina del Vangelo che oggi la Liturgia ci propone è strutturata su due caratteristiche: il movimento e il coinvolgimento dei suoi protagonisti. Se, infatti, ci soffermiamo a considerare le parole, i verbi che descrivono gli atteggiamenti, i sentimenti, le azioni di Gesù, Maria e Giuseppe, ci accorgiamo facilmente che il racconto si sviluppa proprio in questa progressiva descrizione. Si parla, infatti, di recarsi, salire, riprendere, cercare, trovare, stupirsi, non comprendere, essere sottomessi, ecc.
Tutto questo ci aiuta a comprendere che potremmo leggere questo Vangelo, che esplicitamente ci parla della Sacra Famiglia, dal punto di vista delle sue relazioni. In questo potremmo successivamente cogliere qualche insegnamento per la nostra famiglia, qualche riflessione intorno alla grande questione della famiglia oggi, notoriamente e spesso al centro di discussioni e controversie.
Come viene descritta, dunque, la relazione familiare in questo testo evangelico? Possiamo forse rispondere anzitutto che il livello del coinvolgimento (di cui parlavamo all'inizio) e la sua complessità in cui trovano spazio sottomissione e disubbidienza, stupore e incomprensione, angoscia e crescita, si possono sintetizzare in una semplice parola: legame. La relazione fra Gesù, Maria e Giuseppe ci parla di forte legame reciproco. Non è, quindi, un semplice rapporto di condivisione, o di affetto intenso. Da qui è facile cogliere una prima importante riflessione per noi.
A volte facciamo fatica a vivere l'esperienza familiare, facciamo fatica addirittura a pensarci in una famiglia (infatti anteponiamo la professione, la carriera, lo svago) perché riteniamo, in una logica tutta mondana e culturalmente in primo piano, che la vita singola, all'insegna dell'autonomia e individualità assolute sia il vero ideale. Facciamo fatica a scoprire, invece, che sono i legami che sostengono la nostra libertà, che ispirano la nostra identità, che ci proteggono dalla nostra solitudine. Una vita senza legami è una vita monca, alla ricerca continua (magari inconsapevole) di continue compensazioni, facilmente spinta alla deriva.
continua...
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III Domenica dopo l'Epifania - 22 Gennaio 2012 |
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Matteo 14, 13b-21 In quel tempo. Il Signore Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
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Sintesi dell'omelia della III Domenica dopo l'Epifania |
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Carissimi, ci sono momenti e circostanze dell'esistenza nelle quali i grandi avvenimenti lasciano affiorare le piccole storie di vita, che diversamente resterebbero sconosciute. Esse diventano a volte cosi importanti da farci riflettere, da sorprenderci, da commuoverci. È ciò che ancora una volta abbiamo vissuto in questa settimana seguendo il dramma del naufragio della nave Costa Concordia. Piccole storie di vita dentro la grande storia di questo nostro mondo. È la storia di Giuseppe Girolamo, 31 anni, batterista di una orchestrina che suonava a bordo, che ha ceduto il suo posto su una scialuppa di salvataggio a una bambina ed è tuttora disperso. È la storia di Gian Paolo Miola, membro dell'equipaggio, che in larga parte si è prodigato fino al mattino per mettere in salvo i passeggeri. È la storia di Dayana, bimba di cinque anni, in crociera felice con il papà, anch'essa dispersa. È la storia...
A ben pensare è anche ciò che oggi narra la pagina evangelica di Matteo. Quella folla che segue Gesù e fatta anch'essa di piccole vicende umane. Chissà, gente semplice, forse solo gente curiosa, ammalati, giovani, buoni e meno buoni, eppure tutti protagonisti, per un momento, di un grande avvenimento, di un grande incontro.
Dall'intreccio della Parola di Dio con la storia che stiamo vivendo possiamo trarre oggi tanti insegnamenti. Il primo, il più semplice e immediato è che ogni piccola storia delle persone, di ciascuno di noi, merita di essere vissuta perché possiede una sua grandezza, una sua assoluta dignità. Merita, quindi, anche di essere raccontata. Diamo, dunque, spazio e tempo ad ascoltare e a narrare storie di vita, è una grazia, è una testimonianza.
continua...
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Chi@cchierando... |
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