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Ma come facciamo il segno della croce? |
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Fin da bambini siamo stati abituati a fare il segno della croce, che dovrebbe aprire e chiudere le nostre giornate, segnare l'inizio e la fine di ogni celebrazione o preghiera. Ci siamo mai chiesti come tracciamo questo segno? Proviamo a guardarci mentre lo facciamo. Ci capiterà di scoprire che il movimento del braccio è spesso molto limitato, quasi che facessimo il segno distintivo del cristiano in fretta o in scala ridotta. Forse non ne sappiamo neppure il perché. C'è poi il bacino finale, retaggio infantile, che non fa parte di questo simbolo. Vorremmo presentare una riflessione di un grande teologo, Romano Guardini, proprio su come va fatto il segno della croce in considerazione di ciò che esso significa veramente.
Quando fai il segno della croce, fallo bene. Non così affrettato, rattrappito, tale che nessuno capisce cosa debba significare. No, un segno della croce giusto, cioè lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla all'altra. Senti come esso ti abbraccia tutto? Raccogliti, dunque, bene; raccogli in questo segno tutti i pensieri e tutto l'animo tuo, mentre esso si dispiega dalla fronte al petto, da una spalla all'altra. Allora tu lo senti: ti avvolge tutto, ti consacra, ti santifica. Perché?
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I Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore, 5 settembre 2010 |
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Rito Ambrosiano
Matteo 4, 12-17
In quel tempo. Quando il Signore Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: / «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, / sulla via del mare, oltre il Giordano, / Galilea delle genti! / Il popolo che abitava nelle tenebre / vide una grande luce, / per quelli che abitavano in regione e ombra di morte / una luce è sorta». / Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
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Sintesi Omelia della I Domenica dopo il martirio di S. Giovanni il Precursore |
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Spazio destinato ad accogliere fra qualche giorno il testo della sintesi dell'omelia relativa alla I Domenica dopo il martirio di S. Giovanni il Precursore.
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AVVISO IMPORTANTE |
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Domenica 5 settembre 2010 riapre la chiesa di S. Ferdinando: la S. Messa festiva, come al solito, sarà celebrata alle h 12.00. Da lunedì 6 settembre riprendono anche le SS. Messe feriali, alle h 8.15.
On Sunday September 5, 2010: reopening of the S. Ferdinando church. Holy Mass at 12.00 noon.
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Pensieri sulla gioia |
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Piano piano stiamo rientrando tutti dalle vacanze. Chi per riprendere gli studi e gli esami, chi per insegnare, chi per lavorare in ufficio, chi per ricominciare la vita di sempre. Un po' di malinconia? Ma noooo... Ecco qualche pensiero sulla gioia.
Scrive G. Bernanos: Dove diamine nascondete la vostra gioia? Al vedervi vivere come vivete, non si direbbe che a voi e a voi soli sia stata promessa la gioia del Signore.
E ora un simpatico suggerimento di V. Ghika: Se ti è concesso di scegliere i tuoi compagni di lavoro, reclutali tra coloro che lavorano gioiosamente.
Il grande poeta indiano R. Tagore ci dice: Perché cerchi la gioia del mondo? Non sai che essa nasce solo nel tuo cuore?
Terminiamo con il Mahatma Gandhi: Non sono un santo, ma so di essere conacrato a Dio-Verità, nonostante i mie errori e le mie colpe. Io non sono un asceta e la mia vita è piena di gioia
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Domenica che precede il martirio di S. Giovanni il Precursore - 29 agosto 2010 - |
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Rito Ambrosiano
Matteo 18, 1-10
In quel tempo. I discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna del fuoco. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
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XIII Domenica dopo la Pentecoste - 22 agosto 2010 - Rito Ambrosiano |
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Matteo 21, 10-16
In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode?».
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Hanno detto... |
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Non vi sono altezze troppo alte, ma soltanto ali troppo corte. (Giovanni Papini)
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Chi@cchierando... |
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