san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
VII Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore, 11 Ottobre 2020
Matteo 13,3b-23

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ecco, il seminatore usci a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non e dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice: “Udrete, si, ma non comprenderete, guarderete, si, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

7th Sunday After The Martyrdom Of St, John The Precursor, 11 October 2020


Matthew 13,3b : 23


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Commento:
Ma che cos’è questa Parola? Cosa la fatica descritta da questa parabola?
1. Molto spesso questa Parola è ritenuta già saputa. Ci dimentichiamo che la Parola non è da ricordare o da sapere ma è Cristo presente. 
- È questa presunzione che impedisce al Seme del Vangelo di attecchire, di far diventare adulto e persona matura il bambino battezzato che è in ciascuno di noi. 
- È più facile lamentarsi, denunciare le congiure che dall’esterno attaccano la Chiesa, ma il tarlo che mina la consistenza della fede è più forte all’interno: è lì la resistenza che ognuno di noi pone alla Parola di Dio.
2. Molto spesso la Parola soffre dell’impazienza. 
- Per crescere, all’inizio, il seme va sottoterra e sembra che muoia perché deve sopportare il rigore dell’inverno, essere coperto dal manto della neve, stare nascosto, morire. Poi giunge il momento in cui germoglia; il filo verde tenero si fa spiga e offre semi maturi. 
- Il seme attecchisce, la fede diventa così cultura, opera, civiltà nella terra buona di chi ascolta la parola e la comprende: questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta. 
- Paolo, il grande persecutore, diventa il più grande apostolo delle genti. Non gli pareva vero che Gesù avesse scelto tra gli apostoli il loro più grande nemico. Con lui i tanti santi della Chiesa…
3. Molto spesso la Parola la pensiamo in mano nostra.
- Questa semina continua, non per merito nostro, ma per Colui che nella semina ci precede sempre e ovunque. Questa semina coinvolge noi, che ci sentiamo così spesso inadeguati in tutto. 
- La nostra speranza è che Lui agisca in noi: da questa piccola speranza che la fede rinasce e può sempre rinascere nel cuore di tutti. Anche un cuore duro come la pietra, soffocato dalle preoccupazioni del mondo e dall’inganno della ricchezza se ascolta la Parola di Dio nell’umiltà e nel silenzio si può risvegliare e si accorge di essere.