san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
VI Domenica dopo Pentecoste - 12 Luglio 2020
Luca 6, 20-31

In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti. Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro».

6th Sunday After Pentecost - 12 Luglio 2020

Luke 9, 57 : 62

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https://www.chiesadimilano.it/letture-ambrosiane-multilingue-per-i-fedeli-stranieri 















Commento:
Beatitudini sono un’utopia? 
Quando le ascoltiamo siamo profondamente attratti perchè sappiamo che le lacrime e gli affanni non possono essere l’ultima parola su di noi.
- Ci rivelano la compassione di Dio davanti alle nostre povertà, davanti al nostro bisogno. Non si ferma a misurare la fatica, Dio, ma ci sprona al “di più” per cui siamo fatti.
- Ci rivelano ciò che cerca il cuore, il nostro bisogno di paternità. Davanti all'illusione dell’indipendenza, del farci da soli, il cuore grida una dipendenza. E non possiamo costruirci, ma solo affidarci.
- Proprio Mosè svela il volto paterno di Dio che ascolta e salva il suo popolo dalla schiavitù. Come Mosè abbiamo trovato Colui che ha amore per la nostra strada, ha amore per la strada di ciascuno di noi, laddove si trova, laddove la sua personale schiavitù lo inchioda.
Trovato questo sguardo su di noi, tutto cambia, tutto ci fa cambiare vita, ci fa diventare l’opera da sempre pensata da Dio.
Ecco la fine del Vangelo, non solo un richiamo moralistico, ma lo sguardo dell’uomo nuovo in Cristo:
• Occorre un amore alla strada altrui: amore alla strada di tutti quelli che incontriamo e che non cercano; amore alla strada di chiunque, perché la strada è per tutti la terra di prova per purificare… 
• Amiamo anche la strada di coloro che ci rinnegano, che ci perseguitano, che ci calunniano, che ci uccidono» 
• Amore al punto del cammino in cui l’altro si trova.