san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
VI Domenica di Pasqua - 21 Maggio 2017 (A)

Giovanni 14, 25-29

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

John 14,25:29

At that time.  Jesus said to his disciples: I have said these things to you while still with you; but the Paraclete, the Holy Spirit, whom the Father will send in my name, will teach you everything and remind you of all I have said to you. 

Peace I bequeath to you, my own peace I give you, a peace which the world cannot give, this is my gift to you. Do not let your hearts be troubled or afraid. You heard me say: I am going away and shall return. If you loved me you would be glad that I am going to the Father, for the Father is greater than I. I have told you this now, before it happens, so that when it does happen you may believe.




Commento:

PER CAPIRE E PER NOI

Chi è il discepolo maturo? La caratteristica principale del discepolo maturo è di non avere paura. Noi non siamo dei pavidi, ma neppure degli intrepidi. Siamo discepoli di un Kýrios crocifisso e risorto. Il discepolo maturo è colui che, stando con Gesù e rimanendo fedele alla sequela di Lui, assume la forza della parresía, quella che Pietro e Giovanni dimostrano durante il loro interrogatorio davanti al Sinedrio di Gerusalemme. Ciò non è l’esito di una “buona volontà”, ma è l’opera dello Spirito santo.

Vedi, fratello amato, la causa dell’assenza di amore per Dio è la mancanza di fede, la causa della mancanza di fede è l’assenza di convincimento, e la mancanza di convincimento deriva dal fatto che non ricerchiamo la chiara conoscenza della verità e trascuriamo di illuminare il nostro spirito. In una parola, senza fede, non si può amare: senza convinzione, non si può credere. Ma per persuadersi di una cosa è necessario ricercarne a fondo la piena ed esatta conoscenza. Attraverso la meditazione, lo studio della parola di Dio e l’osservazione della propria esperienza, occorre ridestare nell’anima la sete e la fame, ovvero, come si esprimono alcuni, lo stupore, che generano l’insaziabile desiderio di conoscere più da vicino e perfettamente la realtà, di penetrare a fondo nell’essenza delle cose. Uno scrittore spirituale dice a questo proposito: “L’amore di solito cresce con la conoscenza, e quanto più profonda e ampia è la conoscenza, tanto più grande sarà l’amore e tanto più facilmente l’anima s’intenerirà e si aprirà all’amore di Dio, contemplando con sguardo puro l’assoluta perfezione e bellezza dell’essenza stessa di Dio e del suo sconfinato amore per gli uomini”. (Racconti di un pellegrino russo, Introduzione di A. RIGO, Traduzione, note e postfazione a cura di A. MAINARDI (Spiritualità Orientale), Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose - Magnano BI 2005, p. 193)

Se lasciamo che lo Spirito di Gesù e la sua Parola illuminino il nostro diventare grandi, che cosa succede? È un imperativo del nostro tempo (e non solo, a dire la verità) l’essere se stessi per cui la domanda che ci arrovella la testa, intasa il cuore e blocca le nostre decisioni è: “Chi sono io”? Interrogativo destinato a non avere risposta fino a quando non alziamo lo sguardo e, guardando il mondo e le persone attorno a noi, non ci lasciamo interpellare dalla realtà dentro la quale esistiamo e trasformiamo la domanda in: “Per chi sono io?”. È verso la risposta a questa domanda che vanno orientate le forze ed educato il desiderio. “Voglio fare della mia vita qualcosa di bello, di impegnativo e di utile” o cos’altro?

Se lasciamo che sia lo Spirito di Gesù a illuminare la nostra ricerca non faremo fatica a vedere che la Sua vita è stata una esistenza per; meglio ancora, una esistenza pro: “Questa e la mia carne (sono io) per la vita del mondo”, “Questo è il mio corpo per voi”, “Il buon pastore dà la sua vita per le pecore”, ecc.
Cosa sarà, allora, desiderarsi, pensarsi da discepoli di questo Maestro, vivificati (resi vivi) dal suo santo Spirito?

PER PREGARE

Apri i nostri occhi
Apri i nostri occhi, Signore,
perché possiamo vedere te
nei nostri fratelli e sorelle.
Apri le nostre orecchie, Signore,
perché possiamo udire le invocazioni
di chi ha fame, freddo, paura,
e di chi è oppresso.
Apri il nostro cuore, Signore,
perché impariamo ad amarci gli uni gli altri
come tu ci ami.
Donaci di nuovo il tuo Spirito Signore,
perché diventiamo un cuor solo ed un’anima sola,
nel tuo nome.
Amen.


Qual è... ?  
Il giorno più bello? ... Oggi.
La cosa più facile? ... Sbagliarsi.
L'ostacolo più grande? ... La paura.
Lo sbaglio peggiore? ... Arrendersi.
La radice di tutti i mali? ... L'egoismo.
La distrazione più bella? ... Il lavoro.
La peggiore sconfitta? ... Lo scoraggiamento.
I migliori insegnanti? ... I bambini.
La prima necessità? … Parlare con gli altri.
La cosa che più fa felici? ... Essere di aiuto agli altri.
Il Mistero più grande? ... La morte.
Il peggiore difetto? ... Il malumore.
La persona più pericolosa? ... Il bugiardo.
Il sentimento più dannoso? ... Il rancore.
Il regalo più bello? ... Il perdono.
La cosa di cui non si può fare a meno? ... La casa.
La strada più rapida ? … Il cammino giusto.
La sensazione più gratificante? ... La pace interiore.
Il gesto più efficace? ... Il sorriso.
Il migliore rimedio? ... L'ottimismo.
La maggiore soddisfazione? ... Il dovere compiuto.
La forza più potente del mondo? ... La fede.
Le persone più necessarie? ... I genitori.
La cosa più bella di tutte? ... L'AMORE !

MADRE TERESA DI CALCUTTA