san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
V Domenica dopo l'Epifania - 9 Febbraio 2020
Giovanni 4, 46-54

In quel tempo. Il Signore Gesù andò di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao.
Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia».
Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

5th Sunday After Epiphany 9 February 2020

John 4, 46 : 54

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https://www.chiesadimilano.it/letture-ambrosiane-multilingue-per-i-fedeli-stranieri
Commento:
“Signore, scendi prima che il mio bambino muoia”.

Questa richiesta muove la fede del funzionario, questa simile domanda spesso ritma la nostra modalità del credere, della nostra vita di fede.

Come questa domanda ci aiuta a essere uomini?
1. “Nella fede, Cristo non è soltanto Colui in cui crediamo, la manifestazione massima dell’amore di Dio, ma anche Colui al quale ci uniamo per poter credere. La fede, non solo guarda a Gesù, ma guarda dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi: è una partecipazione al suo modo di vedere. In tanti ambiti della vita ci affidiamo ad altre persone che conoscono le cose meglio di noi. Abbiamo fiducia nell’architetto che costruisce la nostra casa, nel farmacista che ci offre il medicamento per la guarigione, nell’avvocato che ci difende in tribunale. Abbiamo anche bisogno di qualcuno che sia affidabile ed esperto nelle cose di Dio. Gesù, suo Figlio, si presenta come Colui che ci spiega Dio (cfr Gv 1,18). La vita di Cristo — il suo modo di conoscere il Padre, di vivere totalmente nella relazione con Lui — apre uno spazio nuovo all’esperienza umana e noi vi possiamo entrare”. (Lumen Fidei)

• Lo sguardo di Dio è, ancora una volta, la Vita: “Tuo figlio vive!” è un presente, ed è una condizione che va oltre la guarigione puntuale dal male, non si limita al solo fatto puntuale ma lo spalanca!
• Siamo uomini proprio perché questo sguardo è il nostro quando non ci fermiamo alle nostre misure o alle nostre semplicistiche conclusioni.
2. Ecco il SEGNO, non tanto come lo cerchiamo noi, ma come il Cristo ce lo fa conoscere: è la modalità con cui una realtà si comunica alla coscienza dell'uomo, diventa chiara per l'uomo.
• Segno è la modalità con cui la realtà vera, l'essere delle cose, si comunica alla coscienza dell'uomo. 
• Ma quello è il vero segno in questo Vangelo? Certamente la febbre che ha lasciato il piccolo verso mezzogiorno, ma questo è conseguenza del segno, cioè della Verità che il funzionario fa emergere:
- il suo desiderio, la sua esigenza di verità, di felicità di salvezza è segno, diventa segno del fatto che l'uomo deve capire che c'è un'altra cosa, che c'è Dio.
- Niente del mondo lo soddisfa compiutamente: vuol dire che chi l'ha fatto è più grande del mondo.
- Questo è il segno che oggi nell’Eucarestia cerchiamo e ci fa muovere!
3. Non possiamo vedere e toccare la Fede! Ma possiamo accorgerci del cambiamento che in noi accade: se leggiamo questo brano di Giovanni vediamo il cambiamento di questo tizio: si presenta come Funzionario del Re (ruolo) che credendo diventa uomo (quest’uomo credette alla parola) e alla fine si riscopre padre (il padre riconobbe che proprio a quell’ora…), generatore di vita!
Ecco il cambiamento: l’umanità piena, centuplicata, generativa!