san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
V Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore, 30 Settembre 2018 (B)

Luca 10, 25-37

In quel tempo. Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

5th Sunday After St. John The Precursor's Martyrdom, 39 September 2018 (B)

Luke 10, 25-37

At that time. A lawyer stood up and, to test Jesus, asked, 'Master, what must I do to inherit eternal life?'  He said to him, 'What is written in the Law? What is your reading of it?'  He replied, 'You must love the Lord your God with all your heart, with all your soul, with all your strength, and with all your mind, and your neighbour as yourself.' Jesus said to him, 'You have answered right, do this and life is yours.'

But the man was anxious to justify himself and said to Jesus, 'And who is my neighbour?' In answer Jesus said, 'A man was once on his way down from Jerusalem to Jericho and fell into the hands of bandits; they stripped him, beat him and then made off, leaving him half dead. Now a priest happened to be travelling down the same road, but when he saw the man, he passed by on the other side. In the same way a Levite who came to the place saw him, and passed by on the other side. But a Samaritan traveller who came on him was moved with compassion when he saw him. He went up to him and bandaged his wounds, pouring oil and wine on them. He then lifted him onto his own mount and took him to an inn and looked after him. Next day, he took out two denarii and handed them to the innkeeper and said, "Look after him, and on my way back I will make good any extra expense you have." Which of these three, do you think, proved himself a neighbour to the man who fell into the bandits' hands?' He replied, 'The one who showed pity towards him.' Jesus said to him, 'Go, and do the same yourself.'


 

Commento:

Carissimi,

Inizio con un’esortazione: se davvero volete che la Parola di oggi rimanga in voi e produca molto frutto, date ascolto alla vostra anima, e prima di leggere questo umile commento concedetevi del tempo per fare un esperimento: prendetevi un minuto di pausa per trovare un momento della vostra vita in cui siete stati voi il buon Samaritano. Ricordate con precisione matematica il sentimento che vi ha spinto ad aiutare chi ne aveva bisogno…

Fatto?

Ora rispondete: Come si chiamava questo sentimento? Che forma/colore/sapore aveva? Aveva forse il sapore di un’accozzaglia di precetti, come quelli degli scribi e dei farisei? Avete agito così perché fin da piccoli vi hanno detto che agire così è buona cosa? Oppure perché sentivate voi stessi che agire così è bene? Se vi siete comportati come il buon Samaritano, non avrete difficoltà a rispondere a queste domande. Il sentimento che vi ha spinto ad agire è l’Amore.

Ma cosa intendiamo per Amore? Amore è un termine un po’ generico, San Paolo nella lettera ai Romani ci aiuta a definirlo. Esso è la Carità, quel sentimento di empatia e compassione che ci permette di capire cosa prova il nostro prossimo, che ci fa letteralmente sentire lo stesso dolore del nostro prossimo (compassione=cum-patire).

Ed è proprio la Carità l’essenza di tutto il messaggio cristiano, tema di questo brano, centro del Vangelo, perno della vita di Gesù, sin sulla croce: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Senza questo comandamento andare a Messa tutte le domeniche, dire rosari e atti di dolore, prendere l’eucaristia, fare la preghierina della sera, tutto perde di senso e crolla. Il Cristiano, il sale della Terra, perde il suo sapore, perde la sua Fede. Solo l’Amore permette alla Chiesa di rinnovarsi, di vivere nei cuori delle persone, di rimanere fedele ai principi e allo stesso tempo di adattarsi ai tempi che cambiano, di trascendere i conflitti tra popoli e religioni, di unificare il popolo di Dio. Insomma, l’Amore è l’E=mc2 della nostra vita.

Tornando al Vangelo di oggi… In questo passo Gesù non si limita ad illustrare il comandamento dell’Amore, ma fa subito un esempio concreto, quello del buon Samaritano. Alla domanda: «chi è il mio prossimo?» Egli risponde dicendo: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico…» STOP. Cos’abbiamo notato? “Un uomo”. Gesù avrebbe potuto dirci qualcosa in più, no? Magari dando un’identità a quest’uomo, qualche dettaglio sulla sua vita, sul suo lavoro, sul perché stava scendendo a Gerico. Non lo fa.

Quell’uomo avrebbe potuto essere chiunque! Ebreo, Romano, Cinese, ladro, vagabondo, gay, zingaro, il nostro miglior amico o il nostro peggior nemico, eppure il buon Samaritano “lo vide e ne ebbe compassione”.

Ciò per il tempo era rivoluzionario! Per comprendere appieno la carica provocatoria di questa parabola bisogna capire che per gli Ebrei “il tuo prossimo” si riferiva a un altro Ebreo, figlio di Israele, punto. I Samaritani, poi, erano considerati ancora peggio dei pagani, mentre i leviti e i sacerdoti erano figure che godevano di grande considerazione morale da parte del popolo, e che non avrebbero dovuto (secondo la Legge) sporcarsi le mani curando un uomo pestato a sangue, perché quel contatto avrebbe loro imposto di fare una purificazione rituale di 3 giorni. Gesù, mettendo assieme tutti questi elementi in un’unica parabola, costringe il dottore della Legge a riflettere e riconoscere che il prossimo non può essere identificato in una categoria di persone, così come la Legge non può essere semplicemente una serie di precetti. Il prossimo è qualunque uomo per il quale si possa provare compassione, così come “Legge” è il nome di qualunque azione, se guidata dall’Amore di Dio.

E proprio quest’ultima definizione di Legge è alla base della libertà cristiana. Qualunque azione, se guidata dall’Amore del Signore, è lecita e, nonostante le conseguenze spiacevoli che ne possano derivare, deve essere fatta dando il meglio di noi stessi, perché, come dice San Paolo, “La carità non fa alcun male al prossimo”.

Insomma, ad agire con Carità non si sbaglia mai, ed è questo il motivo per il quale dobbiamo andare dritti come una spada nel perseguire il Bene, dando il 110% di noi stessi. Madre Teresa lo sapeva bene:

Le persone sono spesso irragionevoli, illogiche ed egocentriche.
Amale comunque.

Se sei gentile, ti attribuiranno secondi fini egoistici.
Sii gentile comunque.

Se hai successo, troverai falsi amici e veri nemici.
Raggiungi il successo comunque.

Se sei onesto e sincero, le persone ti inganneranno.
Sii onesto e sincero comunque.

Ciò che impieghi per anni a costruire, altri possono distruggerlo in un attimo.
Costruisci comunque.

Se trovi serenità e felicità, altri possono essere gelosi.
Sii felice comunque.

Il bene che fai oggi, domani verrà spesso dimenticato.
Fa' il bene comunque.

Realmente la gente ha bisogno di aiuto ma ti attaccherà se la aiuti.
Aiuta comunque.

Da’ il meglio di te e non sarà mai abbastanza.
Da’ il meglio di te comunque.

In ultima analisi, è una faccenda tra te e Dio. Non si è mai trattato di te e loro comunque. 

Gettiamo via le nostre paure e insicurezze, rischiarandole con la luce dell’Amore, affinché possiamo agire con coraggio, sicuri di fare la volontà del Signore.

UN GRAZIE DI CUORE A LUCA, STUDENTE, PER QUESTO SUO GRAN BEL COMMENTO.