san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
SS. Trinità - 22 Maggio 2016 (C)

Giovanni 14, 21-26

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».                 

 

Commento:

PER CAPIRE

In  questa prima domenica dopo la Pentecoste celebriamo la solennità della SS. Trinità. È la festa di Dio così come si rivela nella storia e nella persona di Gesù. È da Lui che conosciamo il nostro Dio come Padre, Figlio e Spirito Santo:  “Dio, nessuno lo ha mai visto. Il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Gv 1,18). Con il suo Dio, Gesù ha una relazione da Figlio, è il suo Figlio amato, lo chiama Padre, meglio “Abbà”. Con Lui Gesù è una cosa sola, dice le sue parole, fa la sua volontà anche se questo comporta per lui una dura lotta, come nell’orto degli ulivi; sulla croce lo invoca e nelle sue mani affida tutto se stesso: “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito”.

Il Padre, colui che ama; il Figlio, l’amato; lo Spirito, l’amore che li unisce e che il Padre, accogliendo la preghiera del Figlio, ci dona perché ne siamo santificati, resi cioè figli nel Figlio, partecipi della natura stessa di Dio.

Nella vicenda di Gesù vediamo la Trinità in azione, concordi nel tessere una storia di salvezza, unanimi nel desiderio – che si fa storia concreta – di rendere tutti gli uomini partecipi della loro stessa vita, del loro amore. La gioia del nostro Dio sta nel vederci gioire con Lui, nel condividere con Lui e tra noi l’amore con il quale Lui, per primo ci ha amati. Chi è discepolo di Gesù scopre che di Dio ci si può fidare, che davvero è un padre che tiene a ciascuno di noi, suoi figli; impara che Egli è disposto a consegnare il Figlio amato perché nessuno si senta abbandonato, mai, in nessuna situazione per quanto disperata possa essere. Il discepolo di Gesù impara da lui a credere che neppure la morte è più forte del suo amore e per questo canta: “Forte è il suo amore per noi!”. Lo ha appreso quando si è trovato davanti il crocefisso risorto, come i due di Emmaus, come Tommaso, quando già era sull’orlo di una speranza considerata ormai delusa: “Noi speravamo…”.

PER NOI

Il Dio di Gesù è affidabile e chiede affidamento, è il Santo che ci santifica e ci chiede una vita nella santità, è il Signore della vita e ci chiede amore alla vita, è Amore che si dona e ci chiede di vincere ogni paura di perderci  perché “chi perde la vita, per la sua causa e per il vangelo, la trova”.

Al Dio di Gesù, e nostro, chiediamo una fede piantata sulla roccia, una speranza che non delude, una coraggiosa capacità di amare.

PER PREGARE

Canto alla SS.Trinità nella preghiera al tramonto del sole.

O Trinità infinita, cantiamo la tua gloria in questo vespro, perché nel Cristo tu ci hai resi figli e i nostri cuori sono tua dimora.
Eterno, senza tempo, sorgente della vita che non muore, a te la creazione fa ritorno nell’incessante flusso dell’amore.
 Noi ti cantiamo, o immenso, in questo breve sabato del tempo che annuncia il grande giorno senza sera in cui vedremo te vivente luce.
A te la nostra lode, o Trinità dolcissima e beata, che sempre sgorghi e sempre rifluisci nel quiete mare del tuo stesso Amore.  Amen.