san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
SS. Trinità - 16 Giugno 2019 - Holy Trinity
Giovanni 14, 21-26

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

John 14, 21:26

At that time. The Lord Jesus said to his disciples: Whoever holds to my commandments and keeps them is the one who loves me; and whoever loves me will be loved by my Father, and I shall love him and reveal myself to him.' Judas -- not Judas Iscariot -- said to him, 'Lord, what has happened, that you intend to show yourself to us and not to the world?' Jesus replied: Anyone who loves me will keep my word, and my Father will love him, and we shall come to him and make a home in him. Anyone who does not love me does not keep my words. And the word that you hear is not my own: it is the word of the Father who sent me. I have said these things to you while still with you; but the Paraclete, the Holy Spirit, whom the Father will send in my name, will teach you everything and remind you of all I have said to you.


















Commento:

Carissime/i,

                  Festa sintetica dei misteri celebrati; contemplazione e celebrazione della sorgente, della corrente vitale dentro la quale esistiamo, dell’approdo della nostra ricerca di Dio.

Noi, per grazia cercatori di Dio, abbiamo la fortuna di essere cristiani, di essere stati chiamati alla fede e alla comunione da e con un Dio così.

Un Dio padre che ha creato il mondo e l’umanità rapito dalla bellezza del Figlio; perché questo figlio non fosse l’unica sua delizia, ma fosse il primo di molti fratelli: davvero, nella tua Sapienza, hai fatto ciascuno di noi “poco meno di un dio”.

Un Figlio che ha condiviso e fatto suo il progetto del Padre e alla volontà del Padre, per noi, ha dedicato interamente se stesso, fino alla morte e alla morte di croce. Consegnando a Lui il suo spirito ci ha rivelato che il suo Dio è Padre della vita, per Lui, il Figlio e, in Lui e grazie a Lui, per tutti noi. Davvero in Te, il Figlio, anche noi possiamo dirci - e lo siamo davvero - figli e figlie amati.
Benedetto, dunque, sei tu Signore Gesù che su di noi hai effuso il tuo santo Spirito Paraclito, Spirito di verità che ci guida alla verità tutta intera: la verità del Padre, del Figlio e di ciascuno di noi.

Grazie a te, santo Spirito, dono del Cuore trafitto, l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori. Ce ne rendi certi e, in questo modo, possiamo camminare sapendoci nella pace di Dio, lo sguardo rivolto, nell’attesa, alla piena comunione con Lui.

In questo cammino, resi giusti per la fede, abbiamo anche ottenuto di accedere alla grazia di essere figli nel Figlio: questo è il nostro vanto. Non viene da noi ma ci è stato donato. Nella speranza, dice Paolo, possiamo vantarci anche della gloria di Dio. La grazia di essere figli, infatti, un giorno darà pienamente manifestata. “Forti di tale speranza”, aggiunge l’apostolo, ci vantiamo anche nelle tribolazioni, viviamo con franchezza anche le tribolazioni. Infatti, nulla ci può separare dall’amore di Cristo, né ora né mai. Anzi, le tribolazioni diventano occasione per crescere nella capacità di resistere, temprano il carattere e così la speranza si rafforza. E questa speranza non delude perché ha come fondamento l’amore di Dio che “è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito santo che ci è stato dato”.

Dunque, grazie anche a te, Santo Spirito. Spirito di verità e, perciò, di libertà. Perché è la verità che rende liberi: la verità di Dio, che tu difendi in noi; la verità di ciascuno di noi, creati e giustificati in Cristo Gesù perché la nostra vita sia un fiorire di opere di giustizia e riveli così che il nostro cuore di pietra è stato frantumato per lasciare posto ad un cuore di carne.

Quando contempliamo Te, o Dio Padre, Figlio e Spirito, la salvezza che hai tessuto nella storia dei Padri, nella storia del mondo e nelle nostre personali vicende, noi ti rendiamo grazie, contenti che sia proprio Tu, e non un altro, il nostro Dio. Infatti: quale Dio è come il nostro Dio? Quale Dio è come Te, Signore?