san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
Pentecoste - 15 Maggio 2016 (C)

Giovanni 14, 15-20

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».                                                                              

 

Commento:

PER CAPIRE

Festa del dono dello Spirito santo, festa dell’inizio della Chiesa, comunità dei discepoli di Gesù, animata dai doni e dalla vitalità dello Spirito del suo Signore crocefisso e risorto.
Che cosa fa lo Spirito nei discepoli? Dona loro coraggio, liberandoli dalla paura che li faceva rimanere chiusi nel Cenacolo: li fa uscire; dona loro la capacità di annunciare le grandi opere che Dio ha fatto nel Figlio suo Gesù; dona loro un linguaggio comprensibile da tutti, un linguaggio che ha la capacità di ricreare quell’unità perduta a Babele a causa di un orgoglio che tentava la scalata al cielo calpestando l’unicità e la sacralità delle persone. Se ci chiediamo in che cosa consistesse questo nuovo linguaggio e andiamo un po’ avanti nella lettura degli Atti degli Apostoli, scopriamo che ciò che rendeva eloquenti i discepoli di Gesù era il volersi bene tra loro e il fare il bene, come Gesù aveva fatto. Del resto, quale comandamento nuovo aveva dato Gesù ai suoi nell’ultima sua cena se non il comandamento nuovo dell’amore: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi!”? Ecco: lo Spirito santo, Spirito di Gesù, è colui che rende possibile il vivere il comando di Gesù. Questo Spirito, effuso da Gesù nel momento della sua morte sulla croce (“dal costato aperto di Cristo uscirono sangue ed acqua”) rende capaci del Suo stesso amore, l’amore che “rinnova la faccia della terra”. È poi il medesimo Spirito che, trasfigurando i volti di coloro che ne sono riempiti, li rende luminosi. L’evidenza di questa trasfigurazione sono la gioia e la pace che brillano sui volti di coloro che si lasciano interiormente trasformare dalla “sobria ebbrezza dello Spirito” (S. Ambrogio). L’amore vicendevole e la gioia saranno (e sono!) le forme più convincenti della testimonianza resa a Gesù come il “Signore” che vale la pena amare e nel quale credere per avere “vita piena”.

I segni dello Spirito a Pentecoste sono il vento e il fuoco, forze non dominabili, forze vitali che dicono il cuore nuovo donato, la trasformazione operata da Dio – impossibile alle sole forze umane –  nei discepoli di Gesù e in tutti coloro che sono chiamati a seguire la via tracciata dal Maestro. L’uomo vecchio è come consumato dalla forza del fuoco dello Spirito e nasce l’uomo nuovo contrassegnato da verità e giustizia, restituito, cioè, alla verità di se stesso. E qual è questa verità? È la vita da figlio di Dio, creato a  immagine del Figlio amato; vita che non ha paura di perdersi se segue Gesù e che, come lui e grazie a lui, sa donarsi per la felicità di tanti.

PER NOI

- Quali segni dello Spirito vedo presenti nella mia vita? Ci sono un vento e un fuoco che animano la mia esistenza? Che forme prendono?

- C’è un linguaggio del mondo e un linguaggio dei discepoli: come li caratterizzerei? E io, che lingua parlo? Chi mi vede e mi ascolta cosa capisce della fede che professo?

PER PREGARE

Senza lo Spirito Santo,
Dio è lontano,
Cristo rimane nel passato,
il Vangelo è lettera morta,
la Chiesa è una semplice organizzazione,
l’autorità è una dominazione,
la missione una propaganda,
il culto una evocazione,
e l’agire dell’essere umano una morale da schiavi.
Ma nello Spirito Santo:
il cosmo è sollevato e
geme nella gestazione del Regno,
Cristo risorto è presente,
il Vangelo è potenza di vita,
la Chiesa significa comunione trinitaria,
l’autorità è un servizio liberatore,
la missione è una Pentecoste,
la liturgia è memoriale e anticipazione,
l’agire umano è divinizzato.