san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo - 5 Novembre 2017

Giovanni 18, 33c-37

In quel tempo. Pilato disse al Signore Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

John 18, 33c:37

At that time. Pilate asked the Lord Jesus, 'Are you the king of the Jews?'  Jesus replied, 'Do you ask this of your own accord, or have others said it to you about me?' Pilate answered, 'Am I a Jew? It is your own people and the chief priests who have handed you over to me: what have you done?'  Jesus replied, 'Mine is not a kingdom of this world; if my kingdom were of this world, my men would have fought to prevent my being surrendered to the Jews. As it is, my kingdom does not belong here.' Pilate said, 'So, then you are a king?' Jesus answered, 'It is you who say that I am a king. I was born for this, I came into the world for this, to bear witness to the truth; and all who are on the side of truth listen to my voice.'



 

Commento:

Carissime/i,

Abbiamo celebrato, nel rito Ambrosiano, la solennità del Signore Gesù re dell’universo (non scrivo Cristo Re perché già Cristo significa “unto” e, quindi, re).

Il Vangelo di Giovanni riporta il dialogo di Gesù con Pilato durante il processo romano. Gesù, rispondendo a Pilato, dice: “…io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”. Quella di Gesù è, dunque, una regalità che è insieme una missione (per questo sono venuto). E questa missione in cosa consiste? Dare testimonianza alla verità. Testimoniare la verità è anche mettere di fronte a se stessi e alle proprie responsabilità: Pilato, tu sei dalla verità? È la verità quello che ti importa veramente, quello che ti anima e che vuoi cercare e difendere? Sappiamo che Pilato ha fatto più una scelta di comodo, ha deciso di dare ascolto più alla paura che alla verità: se ne è lavato le mani…

A Gesù è costato scegliere di dare testimonianza alla verità: ne andava della sua identità, di quella del Padre, della salvezza dei suoi discepoli, di tutti noi. Quando Gesù afferma: “Il mio regno non è di questo mondo”, sceglie anche di stare davanti a Pilato, a tutti i suoi oppositori, ma anche ai suoi discepoli e a tutti noi, come un “agnello”, forte solo del suo affidamento al Padre e della decisione di compiere  la Sua volontà: Non perdere nulla di quanto Egli mi ha dato. In questo “tutto” (tutti) che Gesù non vuole perdere ci sono i suoi ma anche Pilato, anche Giuda, anche tutti noi. Il Padre ci ha affidati a Gesù e lui non si tira indietro. Dare testimonianza alla verità è agire “perché tutti siano salvati”, perché tutti possano vedere in Gesù sulla croce che “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio amato” perché nessuno vada perduto. Infatti, la verità di Dio è la sua paternità e, quindi, che noi possiamo essere figli e figlie amati. E la verità del Figlio Gesù? Essere il primo tra molti fratelli.
 
Celebrare la regalità di Gesù è, perciò, riconoscerlo come colui che dà testimonianza alla verità scegliendo, da vero Figlio e da vero fratello, di dare se stesso, liberamente, “per la vita del mondo”.

Come vedete, ancora una volta, torna quel “PER” a definire la verità di Dio e di Gesù e ad indicare ciò a cui ciascuno/a di noi è chiamato/a.