san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
IV Domenica dopo Pentecoste - 12 Giugno 2016 (C)

Matteo 5, 21-24

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono».

 

Commento:

PER CAPIRE

“Dov’è Abele, tuo fratello?”
Come si era rivolto ad Adamo chiedendo: “Dove sei?”, così ora il Signore Dio a Caino.
Noi siamo responsabili non solo di noi stessi e delle nostre scelte personali ma anche di chi ci vive accanto, anche del fratello. Questo racconto di eziologia metastorica ci parla ora non più della relazione con Dio e con la donna ma delle relazioni con gli altri come noi, a partire dal più simile a noi perché nostro fratello. Anche su questa relazione il Signore Dio veglia, attento alla voce del sangue di Abele che grida dalla terra.
 
Da dove questa violenza?
L’autore biblico si guarda attorno e constata che il diversificarsi dei lavori, delle forme di culto legate in modo indisgiungibile ai primi, genera invidia. Alcuni lavori danno soddisfazione e benessere (diremmo: vengono bene), altri meno. Il nostro autore esprime questo in termini di gradimento divino. In realtà (contro l’interpretazione della Lettera agli Ebrei, e non solo) il testo non offre appigli per dire che l’offerta di Caino fosse meno buona di quella di Abele. È Caino (e noi, tendenzialmente, con lui) che pensa che lo scarso frutto del suo lavoro sia da attribuirsi ad un minor (o nullo) gradimento da parte di Dio: “Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto”. Sono significative le parole di Dio a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai». È vero. Può nascere l’invidia a fronte della riuscita altrui, ma essa è come un cane accovacciato alla tua porta: puoi dominarlo, non è ineluttabile che generi violenza!

Sospetto e presunzione di Adamo ed Eva, invidia di Caino. L’esperienza del limite, del divieto e della mancanza ci toccano nella carne: perché lui sì ed io no? Essere felici di Dio (l’Altro) e del bene dell’altro-come-me è possibile?
Lo è, se nello Spirito di Gesù riconosciamo Dio come l’Abbà che desidera per noi pienezza di vita e nell’altro il fratello che non ci ruba nulla ma che con noi e come noi è figlio amato e desiderato. Come nella parabola del Padre e dei due figli: perché il bene dell’altro non può essere chiamata alla festa anche per me? 

PER NOI 

- Non solo Adamo ma anche Abele e Caino parlano di me, delle relazioni dentro la società, delle dinamiche della vita di ogni giorno. In particolare: che esperienza ho dell’invidia? Cosa ne faccio?
-  Scrive Giacomo nella sua lettera: Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male… (4,1-3). A che condizione si può chiedere bene? La vicenda di Gesù come illumina il chiedere bene?

PER PREGARE

SALMO 49 (50)

Sacrificio gradito al Signore è l’amore per il fratello.
 
Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra da oriente a occidente.
«Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti».
 
Al malvagio Dio dice:
«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?

Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.
Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa».

Sacrificio gradito al Signore è l’amore per il fratello.