san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
IV Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore - 22 Settembre 2013 (C)
Giovanni 6, 51-59

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.          
Commento:
Carissimi,
               
                Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci presenta oggi l'affermazione perentoria e decisa di Gesù circa l'importanza dell'Eucaristia per la vita di ogni cristiano, per la vita di ciascuno di noi: “In verità, in verità: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita”.

Comprendiamo che non si tratta solo di importanza, di rilevanza, ma di qualcosa di ulteriore. È una affermazione imperativa, in qualche modo discriminante, decisiva. Il Signore ci dice che senza di lui, pane vivo, carne e sangue, Eucaristia, non avremo la vita. Che è la vita eterna, come più volte nella descrizione viene ripetuto. Ma che è anche la vita semplicemente, qui, oggi.

Cosa significa tutto questo? Perché Gesù parla così esplicitamente, anzi potremmo dire duramente, alla gente, ai discepoli? Ottenendo, tra l'altro, l'effetto opposto alle aspettative. Se, infatti, noi proseguiamo la lettura di questa pagina evangelica di qualche parola soltanto, scopriamo che “Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: ‘Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?’". E un poco più avanti: “Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più da lui”

In tutto il racconto il riferimento alla Passione è evidente ed è certamente il primo ostacolo all'accoglienza della proposta del Signore. È difficile, infatti, accettare che la salvezza della vita passi dalla croce. Anche per noi forse questo è un grande ostacolo, eppure ci può aiutare a comprendere il senso profondo della Parola di Gesù e il significato decisivo dell'Eucaristia nella nostra vita. Quale può essere la nostra esperienza della croce, della Passione nella esperienza quotidiana? Potremmo forse affermare che essa ha a che fare con i luoghi esistenziali della nostra solitudine. Quelle dimensioni di vita nelle quali si intrecciano le nostre relazioni, proprio le nostre relazioni più significative. Quante situazioni viviamo nelle quali non sappiamo più dire, comunicare, per necessità, per timidezza, per paura? In quante famiglie ci sono realtà di silenzio nei rapporti. Quante volte nella stessa amicizia, si fanno i conti con reticenze, riserve, timori ad esporsi?
Ci sono aspetti del nostro vivere, del nostro gioire e soffrire che rimangono indicibili. In questi ambiti di vita può entrare soltanto il Signore. Solo Lui può accoglierci e capirci. Solo Lui può consolarci e sostenerci.

Questa presenza non è soltanto un pensare, un teorizzare, ma è un vivere nella concretezza, nella dimensione dell'incarnazione del mistero di Dio. È l'esperienza sacramentale dell'Eucaristia, del Pane di vita eterna offerto a noi. Per questo L'Eucaristia è una necessità, è un assoluto per la vita cristiana. Nella nostra esperienza più nascosta, se non c'è la presenza di Gesù non c'è nessuno.
Preghiamo affinché il Signore ci doni, attraverso la sua Parola, di diventare consapevoli di ciò che veramente è indispensabile per il nostro cammino di credenti.

                                                                                    don Gian Piero