san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
III Domenica dopo Pentecoste - 21 Giugno 2020
Giovanni 3, 16-21

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio»
.
3rd Sunday After Pentecost - 21 June 2020

John 3, 2. 16 : 21

For the text of this Gospel in English, French, German, Spanish, Portuguese, and Latin click:


https://www.chiesadimilano.it/letture-ambrosiane-multilingue-per-i-fedeli-stranieri
Commento:
“Questa parola è sicura e degna di essere accolta da tutti: Gesù Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io” (1Tm1,15)
1. Mi sta salvando dal sospetto su Dio. 
- Il peccato da cui essere salvati è il porre la speranza in un nostro progetto.
- Risuona ancora dal divieto del racconto della creazione. Un divieto che genera sospetto, il sospetto che Dio abbia qualcosa da difendere. Un sospetto che ci fa dimenticare che siamo sì fatti di argilla, che racconta la nostra fragilità, ma abitati dal soffio di Dio. 
- Chi non vorrebbe una conoscenza del male e del bene a priori così da diventare cifra sintetica di tutto e di tutti? Chi non vorrebbe una chiarezza di campo senza mettere in gioco la personale libertà e la continua verifica? 
2. Mi sta salvando con la sua Presenza. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. 
- Ecco Gesù davanti a Nicodemo, davanti a me: la sua Presenza risveglia il dono della libertà, ciò per cui è fatto il mio cuore. 
- La libertà non è eliminazione della sofferenza ma è la fatica per la grandezza. Cos’è la grandezza? L’essere per sempre. Cos’è la fatica? Scegliere attraverso la libertà il nostro destino: “Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato”.
3. Mi sta salvando dandomi del “Tu”. 
- Abbiamo trovato Colui che ci ha voluti. 
- La famigliarità con Dio: il nostro essere Chiesa. Questo giardino della Genesi dove tutte le contrapposizioni che ci possono essere tra noi non sono nulla di fronte alla profonda convinzione di essere uomini e donne rinate da Lui, come Gesù dice proprio a Nicodemo.