san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
III Domenica dopo l'Epifania - 22 Gennaio 2017 (A)

Luca 9, 10b-17

In quel tempo. Il Signore Gesù prese i suoi discepoli con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.

Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.

Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.


Luke 9, 10b:17

Then he took the apostles with him and withdrew towards a town called Bethsaida where they could be by themselves. But the crowds got to know and they went after him. He made them welcome and talked to them about the kingdom of God; and he cured those who were in need of healing.

It was late afternoon when the Twelve came up to him and said, 'Send the people away, and they can go to the villages and farms round about to find lodging and food; for we are in a lonely place here.' He replied, 'Give them something to eat yourselves.' But they said, 'We have no more than five loaves and two fish, unless we are to go ourselves and buy food for all these people.' For there were about five thousand men. But he said to his disciples, 'Get them to sit down in parties of about fifty.' They did so and made them all sit down.

Then he took the five loaves and the two fish, raised his eyes to heaven, and said the blessing over them; then he broke them and handed them to his disciples to distribute among the crowd. They all ate as much as they wanted, and when the scraps left over were collected they filled twelve baskets.
 

Commento:

PER CAPIRE

Come si è manifestato Il Signore nella storia di Israele e come Gesù ha manifestato il suo essere Figlio amato del Padre? Le letture delle domeniche che stiamo celebrando ci mostrano il Dio di Israele e Gesù nel loro prendersi cura dei bisogni primari del popolo e delle folle.

Jhwh non è certo felice delle continue mormorazioni e mugugni del suo popolo ma non per questo lo scarica e lo abbandona al suo destino. Egli è fedele alla sua parola santa/alla sua alleanza, è Dio e non un uomo e, per questo, non tradisce le sue promesse. La manna, così come l’acqua dalla roccia, diventa il segno concreto di un Dio che accompagna, che è vicino. Gli sta troppo a cuore il cammino di libertà che sta facendo fare a Israele dopo averlo fatto uscire dall’Egitto!

La moltiplicazione (divisione?) dei pani e dei pesci, raccontata dal Vangelo, è la risposta, non richiesta, alla fame di folle che cercano Gesù per la sua parola unica e per i suoi gesti di guarigione. È interessante notare la serie di verbi con i quali l’evangelista racconta:

16Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.

Se andassimo a leggere il racconto dell’istituzione dell’Eucarestia (o se andassimo con la memoria alle parole del celebrante durante la consacrazione) troveremmo gli stessi verbi. Evidentemente la scelta dell’evangelista non è casuale. L’Eucarestia, poi, è sacramento della morte e della resurrezione del Signore Gesù, ne anticipa il significato: Gesù dona il suo corpo ed il suo sangue per saziare la nostra fame e sete di vita.

PER NOI

- Sono disponibile a pagare il prezzo della mia libertà o continuamente mi lamento per quanto costa? Ci tengo a essere libero o preferisco “la pancia piena” (pentola della carne, pane a sazietà) del tempo della schiavitù?
- Dove cerco “il pane dal cielo”, quello che, unico, può saziare la mia fame e sete di Felicità?
- Com’è la mia preghiera? Un mugugno? Un appello accorato? Per chiedere che cosa?
- Lo so che l’Eucarestia è il dono di Gesù per il mio cammino di libertà? Chi e cosa cerco venendo alla S. Messa?
- Faccio quanto posso perché altri possano incontrare, anche grazie a me, Gesù come il “Signore della vita”?

LETTURE

Manchiamo di tutto, siamo bisogno e carenza, in continuo movimento,
confuso dalla continua ricerca di “nuovo” pane che sfami la nostra indigenza.
In continua transizione e incessante pericolo è la nostra fame.
Non sempre riconduce a varcare frontiere, ad aprirsi.
Nessuno di noi si ferma, anche se ci possiamo accontentare della sola sopravvivenza.
Ogni bisogno si trasforma e sconfina, ci apre ad Altro, ci porta in sua presenza.
La sazietà e l’abbondanza per la folla.
Noi portiamo poco, briciole come allora, quei pochi pani.
Gesù sta al centro. Delle domande, dell’attesa umana.
Accoglie, dona il suo pane, prendendo in questo dono i suoi discepoli.
Poco abbiamo, ma aperti al suo dono, entriamo in significati nuovi,
dove la fame viene saziata, e l’abbondanza si mostra come sconfinata gratuità,
Così le folle, che inseguivano Gesù con domande confuse.
La nostra fame migra in fame di essere, in desideri autentici,
se da Lui è sfamata.
Altro, fuori di Lui, porta in schiavitù, in mendicità.
Gratuità del Suo dono. Briciole di umanità.
Tutto è necessario…
Il Pane che ci fa esistere è una porta aperta sul nostro limite,
oltre le leggi della necessità, dei rapporti di forza,
di tutto quello che già conosciamo.
La gratuità è sempre la forestiera da conoscere, da incontrare.
È un altro tempo che si inaugura.
Prefigurazione della Cena pasquale.
Invito alla fame di Dio, alla sua domanda di Amore,
che chiama all’esistenza, che nutre la vita,
senza serrarla nel possesso.
Sostanza che tutto eccede.
Compassione e libertà.
L’invito: date voi stessi da mangiare!
Confessandolo Pane di vita.
L’umano qui è alla prova. Ogni giorno.
(F. CECCHETTO, Testi inediti). 

Ho spezzato il mio corpo come se fosse pane,
e l’ho distribuito agli uomini. Perché no?
Erano così affamati, e da tanto tempo.
(E. HILLESUM, Diario 1941-1943, a cura di J.G. GAARLANDT, Traduzione di C. PASSANTI (Gli Adelphi 93), Adelphi, Milano 1996, 102005).