san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
III Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore - 13 Settembre 2015 (B)

Giovanni 3, 1-13

In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo».

 

Commento:

Anche oggi le letture ci offrono come un filo rosso per la loro comprensione e per la nostra meditazione: il dono che Dio ci fa del suo santo Spirito.

Lo Spirito è azione di Dio nel suo popolo: consente di vivere secondo giustizia e di sperimentare la pace (1° lettura); attraverso di lui “l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori” (2° lettura); e Gesù dice a Nicodemo: “…se uno non nasce da acqua e Spirito non può entrare nel regno di Dio”.

Lo Spirito è possibilità di un futuro, fondamento della speranza, principio di nuova nascita cioè di un “venire alla luce” che trova compimento in una esistenza radicata non nella “carne” ma, appunto, “nello Spirito”. Questo significa vita vera, piena, grazie al Figlio Gesù che ci ha “riconciliati con Dio” donandoci nella sua morte di croce il suo santo Spirito.

Il Dio “amante della vita” non l’ha tenuta gelosamente per sé, ma l’ha amata e la ama in noi. Il Figlio Gesù è colui che ha dato carne al desiderio/progetto del Padre e ha consegnato la sua vita perché anche noi avessimo “vita eterna”. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio perché anche noi avessimo vita in lui”.

Ognuno che, nella fede/adesione al Figlio, accoglie il dono dello Spirito diventa “spirituale” cioè figlio/a conforme al Figlio Gesù. Vivere secondo lo Spirito di Gesù significa vita nuova: riconciliati dalla Misericordia, usiamo misericordia; perdonati, a nostra volta perdoniamo; ri-animati dallo Spirito diventiamo “cultori” della vita in tutte le sue forme e in ogni occasione. Non più schiavi della paura, viviamo con coraggio le fatiche e le contraddizioni del quotidiano, non perché siamo dei superuomini (o delle superdonne) ma perché cerchiamo di lasciare agire in noi la forza dello Spirito di Dio. Non ci scordiamo che siamo peccatori ma, ogni volta che cadiamo, invochiamo la misericordia del Signore, ci rialziamo e, a testa alta, riprendiamo il cammino.

Con questa fede preghiamo: “Vieni, santo Spirito, rinnova il volto della terra”, aprici di nuovo alla speranza e sostieni il nostro cammino.