san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
III Domenica di Pasqua - 5 Maggio 2019 - 3rd Easter Sunday
Giovanni 8, 12-19

In quel tempo. Il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».

John 8, 12 : 19

When Jesus spoke to the people again, he said: I am the light of the world; anyone who follows me will not be walking in the dark, but will have the light of life. At this the Pharisees said to him, 'You are testifying on your own behalf; your testimony is not true.' Jesus replied: Even though I am testifying on my own behalf, my testimony is still true, because I know where I have come from and where I am going; but you do not know where I come from or where I am going. You judge by human standards; I judge no one, but if I judge, my judgement will be true, because I am not alone: the one who sent me is with me; and in your Law it is written that the testimony of two witnesses is true. I testify on my own behalf, but the Father who sent me testifies on my behalf, too. They asked him, 'Where is your Father then?' Jesus answered: You do not know me, nor do you know my Father; if you did know me, you would know my Father as well.


























Commento:
Come si può “conoscere” Dio?
La “pretesa” di Gesù è che la sua stessa persona, la sua storia sia il luogo nel quale Dio si rivela e si fa presente. In Gesù Dio, il Dio di Israele, si manifesta e si dà come Padre, padre di un figlio, Gesù. Dunque, Padre innanzitutto di Gesù e, in Lui e grazie a Lui, di tutti noi. Per questo Gesù può dire che è la Luce della Vita, la Luce che dà Vita, perché ci dona la possibilità della comunione con Dio, sorgente della vita. Grazie a Gesù siamo in Dio e Dio è in noi per mezzo del suo Spirito, quello che Egli ha effuso dal suo cuore trafitto dall’alto della croce. E la potenza vitale di Dio non viene a noi attraverso la Legge e le istituzioni del tempio (pur essendo santa la Legge e santo il tempio) ma attraverso il vangelo di Dio che è Gesù di Nazareth. (lettera ai Romani). È per la fede in Gesù e in Dio suo Padre che possiamo essere salvati.
Dire che è il Dio di Gesù che salva, e non la Legge, significa anche che niente e nessun altro può dirsi Dio o essere considerato “luce della vita”. L’aderire al Dio di Gesù chiede di convertirsi dagli “idoli vani” (cioè vuoti, che non danno vita) al “Dio vivente”. Quando noi chiediamo a qualcosa/qualcuno che sia per noi la sorl Dio vivente”. Quando noi chiediamo a qualcosa/qualcuno che sia per noi la sorgente della vita trattando così un idolo come se fosse Dio, affidiamo il senso della nostra esistenza ad una vanità/vacuità e rischiamo di diventare noi stessi vuoti, senza fondamento, senza senso, senza consistenza. Ci riempiamo la vita di una marea di surrogati nel tentativo di sfuggire all’angoscia, ma questa non ci molla. Dovremmo considerarla una grazia se ci fa tornare in noi stessi e reindirizzare i nostri passi verso “casa”, verso la “luce della vita” (cfr. l’esperienza del figlio più giovane della parabola del “figliol prodigo”).
Signore, donaci il coraggio di non riempirci l’esistenza di surrogati. Dacci il gusto di ciò che è giusto e vero, di ciò che è bello, di ciò che è buono. Suscita in noi il fascino della “luce della vita” che è il Signore Gesù, il Figlio del Padre suo e nostro.