san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
III Domenica di Pasqua - 15 Marzo 2018

Giovanni 14, 1-11a

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me».

John 14, 1:11a

At that time. The Lord Jesus said to his disciples: do not let your hearts be troubled. You trust in God, trust also in me. In my Father's house there are many places to live in; otherwise I would have told you. I am going now to prepare a place for you, and after I have gone and prepared you a place, I shall return to take you to myself, so that you may be with me where I am. You know the way to the place where I am going. Thomas said, 'Lord, we do not know where you are going, so how can we know the way?' Jesus said: I am the Way; I am Truth and Life. No one can come to the Father except through me. If you know me, you will know my Father too. From this moment you know him and have seen him. Philip said, 'Lord, show us the Father and then we shall be satisfied.' Jesus said to him, 'Have I been with you all this time, Philip, and you still do not know me? 'Anyone who has seen me has seen the Father, so how can you say, "Show us the Father"? Do you not believe that I am in the Father and the Father is in me? What I say to you I do not speak of my own accord: it is the Father, living in me, who is doing his works. You must believe me when I say that I am in the Father and the Father is in me.’
 

Commento:

Il vangelo di questa domenica segna l’inizio dei discorsi di Gesù dopo la lavanda dei piedi, in quella che fu la sua ultima cena con i suoi. Il clima creato dal racconto di Giovanni è solenne, carico da intimità ma segnato anche dalla fatica dei discepoli a comprendere Gesù`. “Capite quello che vi ho fatto?”, chiede Gesù ai suoi. Ma non ha riposta. Nell’aria pesa anche l’annuncio del traditore.

In questo contesto ecco le parole di Gesù: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. La fede fonda la possibilità della pace del cuore e Gesù la chiede come affidamento a Dio e come fiducia in Lui. Quello che gli sta per capitare genererà turbamento nei suoi ma Egli vorrebbe che non perdessero la pace perché non avverrà se non all’interno della volontà del Padre e dell’obbedienza del Figlio. È per la nostra pace che Gesù si consegna, per la nostra e per quella di tutta l`umanità. Sarà una partenza la sua, ma sarà una morte per la vita di tutti. Meglio, sarà un ritorno al Padre e da lì, dalla casa del Padre, ci attirerà a sé perché anche noi possiamo abitare con Lui presso il Padre suo e nostro e lì trovarci a casa.

Dare a tutti noi la possibilità di trovarci a casa presso Dio, come dei figli amati: questo sta per fare Gesù in questo suo andarsene.

Non so quanto i discepoli abbiano compreso, in quel momento, delle parole di Gesù. È certo che il discepolo amato si è ricordato quelle parole e, alla luce della risurrezione, ha potuto rileggere l’andarsene di Gesù non come la fine di tutto ma come un tornare al Padre che significava vita piena per Gesù e anche per ciascuno di noi.

In questo brano vediamo bene come la pienezza di vita in Gesù significhi anche per tutti noi la possibilità reale di diventare figli di Dio e di abitare la sua casa. Il nostro futuro non è, dunque, la morte punto e stop ma, come dice il salmo, “abitare nella casa del Signore tutti i giorni della nostra vita”.

È possibile esprimere la nostra fede in queste parole di Gesù? Credo di sì: vivendo la prospettiva della nostra morte come un ritorno a casa ma anche facendo sì che le nostre case siano già adesso luoghi dove ciascuno si senta veramente a casa.

Caro Signore Gesù`, grazie perché, anche nel momento più difficile della tua vita, ti sei preso cura dei tuoi, di noi, della nostra pace. Tu hai sperimentato quanto è importante avere un luogo dove potersi sentire a casa. Negli ultimi giorni prima della tua morte hai goduto dell’ospitalità di Marta, Maria e Lazzaro. Quando ti si cercava per “perderti”, presso di loro ti potevi ritrovare, da loro stavi bene.

Donaci di abitare i nostri giorni sapendo che ti prendi cura di noi e facci capaci di anticipare la gioia di abitare un giorno nella casa del Padre rendendo desiderabile a chi sta con noi il tornare a casa.