san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
III Domenica di Pasqua – 22 Aprile 2012 (B)
Giovanni 14, 1-11a

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me».
Commento:
Carissimi,

             La promessa di Gesù ai discepoli (“Vado a prepararvi un posto”), esprime e intercetta una esigenza fondamentale di tutta la vita, quella appunto di trovare un posto.Un posto all'Università Bocconi, per esempio, quanto impegno e fatica ha richiesto. Un posto di lavoro, questione diventata ormai fondamentale nella nostra vita personale e nella società intera. Ma anche un posto nel cuore di qualcuno. Cerchiamo un posto nel mondo. In altre parole, tutti cercano un posto in cui stare bene, anzi cercano il proprio posto. Quando questo non accade, oppure accade parzialmente, tutto diventa incerto e insicuro.
Forse la radice di ogni precarietà sta proprio nella difficoltà di trovare il proprio posto. Addirittura si è creato un epiteto, un insulto: si dice che uno è uno “spostato” quando è proprio squilibrato, fallito.Sappiamo anche che tra il cercare e il trovare spesso passa una certa differenza. Si dice, infatti, che “molti cercano, pochi trovano, tanti si accontentano”. Non so se tutto questo è proprio vero, ma di fatto trovare il proprio posto nella vita non è così facile.

Vi è anche un secondo aspetto che la parola di Gesù evoca ed è la nostra nostalgia di qualcosa di definitivo, di pacificante, di risolutivo della vita. Egli, infatti, allude al posto vicino a Dio, allude a quel Paradiso a cui tutti siamo invitati. Ogni nostra ricerca di un posto, quindi, è anticipo e preparazione alla ricerca del posto, quello più vero ed eterno.

È bello ascoltare oggi il Signore che ci rassicura poiché il posto definitivo, che dà significato anche alla nostra ricerca quotidiana, non lo dobbiamo cercare, ma ci viene preparato. Anzi, Gesù aggiunge che verrà a prenderci per condurci dove sta lui stesso. Anche questa pagina del Vangelo, dunque, ispira la nostra speranza in questo tempo pasquale.Proprio qui allora possiamo trovare la forza e la fiducia per continuare a cercare il nostro posto nella vita. Pensare alle cose eterne e definitive e imparare da esse non diventa distrazione e svalutazione delle responsabilità e della importanza della nostra vicenda quotidiana, ma al contrario significa trovare un grande sostegno e una forte ispirazione.

Forse tante ricerche nella nostra vita sono state infruttuose o insoddisfacenti perché in realtà mancavano di una prospettiva autentica, anzi mancavano di un'anima che soltanto la Parola di Gesù può donare.

don Gian Piero