san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
II Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore – 10 Settembre 2017 (A)

Giovanni 5, 19-24

In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita».

John 5, 19:24

At that time. The Lord Jesus said: In all truth I tell you, by himself the Son can do nothing; he can do only what he sees the Father doing: and whatever the Father does the Son does too. For the Father loves the Son and shows him everything he himself does, and he will show him even greater things than these, works that will astonish you. Thus, as the Father raises the dead and gives them life, so the Son gives life to anyone he chooses; for the Father judges no one; he has entrusted all judgement to the Son, so that all may honour the Son as they honour the Father. Whoever refuses honour to the Son refuses honour to the Father who sent him.
In all truth I tell you, whoever listens to my words, and believes in the one who sent me, has eternal life; without being brought to judgement such a person has passed from death to life.

 

Commento:

Carissime/i,

Che cosa fa sì che il futuro sia anticipato nel presente?

Sto parlando del futuro promesso da Dio attraverso le parole profetiche del Terzo Isaia che abbiamo ascoltato domenica nella prima lettura. Chi ascoltava il profeta si guardava intorno e cosa vedeva? Nulla di quanto annunciato. “Belle parole”, avrebbero potuto dire, “Un domani, forse, ma adesso?”

Anche noi, che non ci troviamo certo nella situazione drammatica degli ebrei tornati da poco dall’esilio, ma che abbiamo occhi e orecchie aperti, ci interroghiamo sull’attendibilità di queste parole. Sono un vangelo, certo, ma lo sono per oggi?

Una via per la risposta la possiamo trovare nel brano del vangelo secondo Giovanni che la liturgia ci ha proposto. Lì i verbi non sono più al futuro ma al presente anzi, Gesù afferma addirittura che “chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato… è passato dalla morte alla vita”: è già passato e ha la vita eterna, cioè la pienezza della vita.

Che cosa è avvenuto perché Giovanni possa esprimersi così? È avvenuto quello che Paolo nella 2° lettura ci annuncia con forza: Gesù è risorto dai morti! E non è tanto la straordinarietà dell’evento che interessa a Paolo quanto il fatto che la Pasqua del Signore significa per noi il dono dello Spirito stesso di Gesù. Grazie alla sua morte e risurrezione Egli ci rende figli, partecipi della sua stessa vita di Figlio del Padre, della sua pienezza di vita.
Ogni volta che partecipiamo all’Eucaristia, Il Signore Gesù ci comunica se stesso nella Parola e nel Sacramento, ci comunica il suo stesso Spirito di Figlio, ci comunica “vita eterna”. “Io sono la via, la verità e la vita” dice Gesù ed è il suo Spirito che rende vere per noi queste sue parole; è così che Lui diviene la nostra via, la nostra verità e la nostra vita, nostra e del mondo, nostra e di ogni uomo che a Lui si affida.

È questa la nostra fede? Viviamo da “morti al peccato, viventi in Cristo Gesù”?

Come si fa? Gesù ha vissuto contemplando il Padre e facendo quello che vedeva fare dal Padre; contemplando Gesù, ciò che aveva nel cuore e ciò che diceva e faceva, anche noi siamo chiamati a diventare discepoli, a fare ciò che il Figlio ha fatto.