san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
I Domenica dopo la Dedicazione - 28 Ottobre 2018 - 1st Sunday After The Dedication

Marco 16, 14b-20

In quel tempo. Il Signore Gesù apparve agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: "Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno".
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.     

Mark 16, 14b:20

At that time. The Lord Jesus showed himself to the Eleven themselves while they were at table. He reproached them for their incredulity and obstinacy, because they had refused to believe those who had seen him after he had risen. And he said to them, 'Go out to the whole world; proclaim the gospel to all creation. Whoever believes and is baptised will be saved; whoever does not believe will be condemned. These are the signs that will be associated with believers: in my name they will cast out devils; they will have the gift of tongues; they will pick up snakes in their hands and be unharmed should they drink deadly poison; they will lay their hands on the sick, who will recover.'
And so the Lord Jesus, after he had spoken to them, was taken up into heaven; there at the right hand of God he took his place, while they, going out, preached everywhere, the Lord working with them and confirming the word by the signs that accompanied it.


 

Commento:

Carissime/i,

                  celebriamo oggi la domenica del “mandato missionario”. Ieri sera, in Duomo, si è tenuta la Veglia di preghiera nella quale l’Arcivescovo ha consegnato il crocefisso ai missionari e alle missionarie partenti. Il testo Biblico che ne ha costituito come il filo rosso è stato il brano di Atti degli Apostoli 8 che abbiamo ascoltato come prima lettura: l’annuncio di Gesù che Filippo fa all’eunuco, ministro della regina Candace di Etiopia, sulla strada che da Gerusalemme porta a Gaza. È un testo che richiama fortemente Lc 24, l’incontro di Gesù con i due discepoli sulla strada da Gerusalemme a Emmaus. Luca, autore sia del Terzo vangelo che degli Atti degli Apostoli, ha voluto così mostrare come i discepoli del Signore imparano da Lui contenuti e metodo dell’annuncio. Questo avviene sulla strada, in un incontro cercato – al quale Filippo arriva condotto dallo Spirito - dove il dialogo consente di accogliere domande, ricerche e di arrivare al centro del messaggio: Filippo gli annuncia Gesù. Lo fa (come aveva fatto Gesù con i due di Emmaus) partendo da un testo del profeta Isaia (cap. 53) che l’Eunuco stava leggendo e del quale si stava chiedendo di chi il profeta parlasse.

Le parole che ho evidenziato sono alcune delle indicazioni che Luca dà anche a noi, al nostro essere discepoli-missionari, come papa Francesco ci chiede di diventare in nome del nostro battesimo e della fede che abbiamo avuto la grazia di ricevere. Abbiamo ricevuto questo dono – questo tesoro che custodiamo come in vasi di terracotta – non solo perché possiamo essere salvati noi ma per la salvezza del mondo intero. Questa è la nostra vocazione, niente di meno che questo! Vi sembra piccola cosa? Non merita che vi ci dedichiamo con tutto noi stessi, ciascuno secondo la qualità dei doni ricevuti?

Donami Signore la gioia del Vangelo, ricevuto, gustato, vissuto, annunciato lì dove vivo, ogni giorno. Non c’è, infatti, altro nome al di fuori di quello di Gesù nel quale ci sia salvezza.