san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
I Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore, 2 Settembre 2012 (B)
Giovanni 3, 25-36

In quel tempo. Nacque una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.
Commento:
Carissimi, 

               Benvenuti e benritrovati oggi, qui in chiesa, dopo la pausa estiva, le vacanze, il riposo. Il benvenuto è rivolto anche, particolarmente, a chi per la prima volta viene qui, appena giunto a Milano per incominciare il cammino accademico in università Bocconi.

Questo accoglierci reciprocamente è anche accompagnato oggi dal desiderio di pregare tutti insieme per il nostro Arcivescovo emerito Carlo Maria Martini che è tornato alla Casa del Padre. Tornando alle responsabilità quotidiane, incominciando un tempo importante della vita come quello dell'Università, ciascuno di noi porta con sé, certamente, i suoi vissuti, i suoi ricordi, i suoi desideri. Tutto questo si incontra con la realtà milanese, i suoi stimoli, i suoi pregi e difetti. Si incontra con la comunità cristiana di San Ferdinando. Da qui possono scaturire tante attese, tante domande alle quali dobbiamo cercare di dare risposta, lasciandoci ispirare dalla Parola di Dio, che come ci ha insegnato il Card. Martini, è l'unica parola che merita sempre di essere ascoltata.

Una prima possibile domanda nasce dalle aspettative: cosa è possibile trovare, domenica dopo domenica, nella comunità cristiana? La risposta ci viene suggerita dalla Lettera agli Ebrei che abbiamo ascoltato: “Voi vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, ...all'adunanza festosa, … a Gesù, mediatore dell'alleanza nuova”.
Questo, dunque, ci viene proposto nel desiderio di scoprire e alimentare la bellezza della fede, nel poter vivere l'esperienza cristiana nelle sue diverse dimensioni non tanto come dovere o abitudine ma come realtà vitale, festosa, capace di rendere nuove la cose normali della vita.

Una seconda domanda scaturisce quasi di conseguenza: cosa siamo invitati a fare alla luce di tutto questo? Anche in questo caso la possibile risposta viene dalla Parola, in modo particolare dal testo del profeta Isaia che abbiamo ascoltato (…) . Si tratta allora di rinnovare il nostro cuore affinché sia autenticamente vicino al Signore, magari invocando il perdono attraverso la S. Confessione. Si tratta di purificare la vita per onorare Dio con scelte coerenti e significative.

Il nostro interrogarci ci aiuta, quindi, a cercare il senso delle cose e a rintracciare, per così dire, l'orizzonte del nostro vivere, del nostro impegnarci quotidianamente. Quale è, dunque, il nostro orizzonte, la nostra traiettoria nel venire qui ogni domenica, nell'aderire, se lo vorremo, a momenti e iniziative che verranno proposte? È il Vangelo a insegnarcelo, oggi attraverso la vicenda di Giovanni Battista, attraverso la sua straordinaria testimonianza. Essa può essere riassunta quasi in una battuta forte, folgorante: “Lui deve crescere”. Lui, Gesù deve crescere anche nella nostra vita, nel nostro cuore, nei nostri sentimenti, nella nostre scelte. Se questo accade, tutto diventa armonico e pieno di significato. Tutto prende vitalità e si rinnova. Tutto, come dice S. Paolo nella lettera ai Romani, concorrerà al bene.

don Gian Piero