san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
I Domenica di Quaresima - 17 Febbraio 2013 (C)
Matteo 4, 1-11

In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: / “Non di solo pane vivrà l’uomo, / ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: / “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo / ed essi ti porteranno sulle loro mani / perché il tuo piede non inciampi in una pietra”».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: / “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: / “Il Signore, Dio tuo, adorerai: / a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
Commento:

Carissimi,

              Il tempo sacro della Quaresima che stiamo cominciando si apre sempre con la pagina evangelica delle tentazioni, non a caso, evidentemente. Non è difficile anzitutto cogliere che nell'esperienza di Gesù nel deserto sta raffigurata la nostra stessa esperienza. Quante volte, infatti, siamo tentati, provocati, sollecitati dagli avvenimenti, dalle persone, anche interiormente da noi stessi a mettere in discussione il nostro comportamento (“Gettati giù”), le nostre convinzioni (“Se...mi adorerai”). Questa condizione è così frequente e così comune perché in essa viene posta in questione una dimensione fondamentale del vivere, la libertà. Una libertà che può venire contraffatta e quindi svilita, annullata, o al contrario elevata e fatta crescere. Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci insegna che questo si manifesta in Gesù perché il suo criterio di scelta che realizza la libertà è l'orientamento a Dio. La libertà più autentica, quindi, si esprime anche per noi quando sappiamo vivere con questo orizzonte di significato, quando cioè siamo capaci di diventare liberi per qualcosa o qualcuno, più che essere liberi da qualcosa. Non è difficile concludere che anche per ciascuno di noi la traiettoria del nostro scegliere e vivere è il Signore Gesù.

Oggi la Comunità cristiana, la Chiesa ci invita a vivere questo tempo di preparazione alla Pasqua come momento di libertà per, come occasione per educarci a riscoprire il senso vero della libertà ispirandoci al Vangelo. Cosa significa tutto questo?

Potremmo dire che il cammino quaresimale ci è offerto affinché diventiamo capaci di lasciare spazio all'anima, di far emergere l'anima, per cosi dire, dal cumulo delle cose della vita. Quell'anima che dall'inizio del mondo ci ha fatto distinguere in tutto il creato perché fatti “a immagine di Dio” (Gen1). Essa ci rende capaci di rivolgerci a Dio, apre la nostra vita alla prospettiva dell'eternità.

Non si tratta, quindi, di contrapporre a una libertà di avere sempre di più (“Di’ che queste pietre diventino pane”) una rinuncia più o meno ascetica. Neppure di porre un freno o criticare controcorrente la smania di potere o di successo che paiono così normali in questo nostro tempo (“Tutte queste cose io ti darò”). Se così fosse il cristianesimo sarebbe, oggi più che mai, una specie di proposta morale fuori moda.

La libertà evangelica, in altre parole, non contrappone il tanto al poco, non costituisce un invito alla moderazione, ma radicalmente propone di far emergere nella vita un’altra dimensione, quella dello Spirito, quella dell'eternità, quella di Dio stesso. In questa luce l'invito alla preghiera, al digiuno, all'elemosina assumono una valenza singolare e originale. Non esperienze di rinuncia, ma esercizio di libertà, in vista di una vita nuova. Compiamo, dunque, qualche scelta seria per vivere bene la Quaresima.

Di tutto questo proprio in questi giorni stiamo vivendo una dimostrazione esemplare, quella del Santo Padre Benedetto XVI. La sua scelta ha espresso una libertà straordinaria dal potere, dalle convenzioni, per orientare la sua vita al bene della Chiesa, dando uno scossone salutare e interrogando tante coscienze. A lui siamo vicini nella preghiera, nell'affetto, nel ricordo costante.

don Gian Piero

(Per vedere Preghiera per I Domenica di Quaresima, clicca Pastorale Universitaria - Preghiere)