san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
I Domenica di Avvento Ambrosiano - 13 Novembre 2016

Matteo 24, 1-31

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. Egli disse loro: «Non vedete tutte queste cose? In verità io vi dico: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sarà distrutta».
Al monte degli Ulivi poi, sedutosi, i discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Di’ a noi quando accadranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo».
Gesù rispose loro: «Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno. E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi: ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori.
Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine.
Quando dunque vedrete presente nel luogo santo l’abominio della devastazione, di cui parlò il profeta Daniele – chi legge, comprenda –, allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello. In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano!
Pregate che la vostra fuga non accada d’inverno o di sabato.
Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall’inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati.
Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto.
Se dunque vi diranno: “Ecco, è nel deserto”, non andateci; “Ecco, è in casa”, non credeteci. Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi. Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
“il sole si oscurerà, / la luna non darà più la sua luce, / le stelle cadranno dal cielo / e le potenze dei cieli saranno sconvolte”.
Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli».

Matthew 24, 1:31

Jesus left the temple area and was going away, when his disciples approached him to point out the temple buildings. He said to them in reply, “You see all these things, do you not? Amen, I say to you, there will not be left here a stone upon another stone that will not be thrown down.”

As he was sitting on the Mount of Olives, the disciples approached him privately and said, “Tell us, when will this happen, and what sign will there be of your coming, and of the end of the age?” Jesus said to them in reply, “See that no one deceives you. For many will come in my name, saying, ‘I am the Messiah,’ and they will deceive many. You will hear of wars and reports of wars; see that you are not alarmed, for these things must happen, but it will not yet be the end. Nation will rise against nation, and kingdom against kingdom; there will be famines and earthquakes from place to place. All these are the beginning of the labor pains. Then they will hand you over to persecution, and they will kill you. You will be hated by all nations because of my name. And then many will be led into sin; they will betray and hate one another. Many false prophets will arise and deceive many; and because of the increase of evildoing, the love of many will grow cold. But the one who perseveres to the end will be saved. And this gospel of the kingdom will be preached throughout the world as a witness to all nations, and then the end will come.

“When you see the desolating abomination spoken of through Daniel the prophet standing in the holy place (let the reader understand), then those in Judea must flee to the mountains, a person on the housetop must not go down to get things out of his house, person in the field must not return to get his cloak. Woe to pregnant women and nursing mothers in those days. Pray that your flight not be in winter or on the sabbath, for at that time there will be great tribulation, such as has not been since the beginning of the world until now, nor ever will be. And if those days had not been shortened, no one would be saved; but for the sake of the elect they will be shortened. If anyone says to you then, ‘Look, here is the Messiah!’ or, ‘There he is!’ do not believe it. False messiahs and false prophets will arise, and they will perform signs and wonders so great as to deceive, if that were possible, even the elect. Behold, I have told it to you beforehand. So if they say to you, ‘He is in the desert,’ do not go out there; if they say, ‘He is in the inner rooms,’ do not believe it. For just as lightning comes from the east and is seen as far as the west, so will the coming of the Son of Man be. Wherever the corpse is, there the vultures will gather.

“Immediately after the tribulation of those days,

the sun will be darkened,

and the moon will not give its light,

and the stars will fall from the sky,

and the powers of the heavens will be shaken.

And then the sign of the Son of Man will appear in heaven, and all the tribes of the earth will mourn, and they will see the Son of Man coming upon the clouds of heaven with power and great glory. And he will send out his angels with a trumpet blast, and they will gather his elect from the four winds, from one end of the heavens to the other.


 

Commento:

PER CAPIRE

La verità (tra gli umani) raramente è pura. Mai semplice.
Entriamo nell’Avvento. E insieme cominciano le luminarie in preparazione del Natale.
Anche l’Avvento è preparazione al Natale. Che quelle luminarie siano l’Avvento? No!
Anzi, direi l’opposto. L’Avvento è di quattro settimane nel rito romano (ma solo nella Chiesa d’Occidente, perché nella Chiesa d’Oriente si celebra solo pochi giorni prima del Natale), di sei nel rito ambrosiano.
Non si sa bene come sia nato l’Avvento. Se ne ha notizia dal IV secolo, da quello stesso secolo in cui si ha notizia della celebrazione della festa del Natale. Già da allora, l’Avvento si presenta con due significati: quello natalizio (l’Avvento come preparazione alla festa del Natale) e quello escatologico (l’Avvento come occasione per ravvivare la speranza nel ritorno di Cristo alla fine dei tempi). Anche il nostro Avvento ambrosiano conserva ambedue i significati: la prima parte dell’Avvento è rivolta maggiormente alla venuta escatologica e la seconda a quella natalizia.
Come si vede, tutto il significato dell’Avvento trascende il fatto storico della venuta di Cristo, che è nato, vissuto, ucciso e risorto più di 2000 anni or sono e che oggi si può solo ricordare. Ma, allora, a che serve l’Avvento, anzi la stessa festa del Natale? L’Avvento è un evento. Non è la preparazione di una festa-ricordo, bensì è la celebrazione di una presenza reale di Cristo. E Cristo viene realmente:

– tutti i giorni, in ciascuno di noi, come maestro e come amico, aiutandoci con la sua grazia e le sue ispirazioni a essere in pace con Dio. Possiamo rifiutarci di riceverlo e, ahimè!, quante volte lo facciamo col nostro egoismo e con la nostra superbia, ma lui non ci abbandona;

– ogni giorno nell’Eucaristia, a tutte le ore del giorno e della notte in migliaia e migliaia di luoghi aperti o clandestini per le persecuzioni (quanto eroismo in molte parti della terra!) e noi possiamo riceverne fisicamente la presenza, accostandoci al Sacramento;

– come giudice e amico per ciascuno di noi quando moriremo;
– come giudice universale, alla fine dei tempi, quando «sorgeranno nuovi cieli e terra nuova».

L’Avvento è occasione per prepararci a tutto questo. Quindi è qualcosa di squisitamente spirituale, che sollecita anche tutti noi a una visione spirituale della vita e delle  feste natalizie. Quanti credenti ci pensano? Eppure tutte queste quattro forme di presenza di Cristo ci toccano da vicino, proprio nella vita di tutti i giorni, perché tutti siamo destinati all’abbraccio paterno di Dio e non possiamo sottrarci a quell’incontro. E non sappiamo quando quel momento sarà. (Gianantonio Borgonovo)

Qual è il senso di questa pagina del vangelo di Matteo (e, un po’, di tutte le pagine di genere letterario escatologico)? L’evangelista prende lo spunto dalla distruzione del tempio di Gerusalemme (quando lui scrive, dopo il 70 d.C., il tempio è già stato distrutto) per annunciare che la fine del tempio e della città di Gerusalemme non sarà la fine di tutto, ma l’inizio di una nuova epoca, in cui si andrà costruendo l’umanità nuova, attraverso la persecuzione e la prova, sino al compimento ultimo che solo il Padre conosce.
Non sarà la fine del mondo ma di un certo mondo: il mondo delle ingiustizie, il mondo segnato dal peccato, il mondo del male, il mondo dove regna la morte.

“L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte”, scrive S. Paolo prendendo la morte come la conseguenza e la sintesi di ogni male. L’azione di Dio alla fine del mondo è il riflesso e il frutto della Pasqua del Signore Gesù, il frutto della sua morte e risurrezione. Il Crocefisso risorto è, infatti, il Signore della vita, colui che, nella sua morte e resurrezione, ha sconfitto per sempre il peccato e il suo frutto: la morte, appunto.

Quella fine sarà, dunque, in realtà, una nascita, un parto; doloroso, certo, ma portatore di vita e di gioia per tutti coloro che hanno atteso nella perseveranza la pienezza della salvezza credendo, celebrando e vivendo la Pasqua del Signore, loro e dell’universo.

Questo fa del tempo di Avvento il tempo nel quale la speranza è chiamata a ritrovare forza, a organizzarsi cioè a ritrovare slancio e creatività per esprimere nella concretezza della vita la certezza che questo mondo non è abbandonato alle forze del male ma è il mondo nel quale la particolare forza della Pasqua è in azione.

Come perseverare nella fede, animati dalla speranza cristiana? Vivendo nella carità, cioè secondo lo stile del Signore Gesù che ha combattuto il male con il bene cercando sempre non se stesso ma la volontà del Padre, cioè la salvezza di tutti, a costo della sua stessa vita.

Dunque, cercare il bene, sempre, credendo alla logica della Pasqua, senza mai arrendersi è il modo che la liturgia ci indica come lavoro per questo tempo di avvento. È il modo che ci è affidato per anticipare la fine del mondo del male e favorire la nascita di una nuova umanità.

PER NOI

- Quale speranza mi abita?
- Questa speranza trova in me mani, piedi, parole per esprimersi e prendere forma concreta?
- La celebrazione dell’Eucarestia, Pasqua domenicale, diviene il luogo dove porto le speranze mie e del mondo? Prendo lì la forza della perseveranza nel bene?

LETTURE

Siamo quello che siamo, mai adeguati all’amore donato.
A molte cose non dovremo credere,
a molti inganni sottrarci,
alla tribolazione addestrarci
nell’attesa della sua venuta.
Avvento…
Veniamo presi per mano, accompagnati o trascinati (confine fragile) dalla Scrittura e dalla Liturgia attraverso la porta di Avvento. Tempo splendido e impegnativo, che ci invita a toglierci da qualche cosa, da qualche parte, per risalire la corrente benefica di una “attrazione”. Tempo della nostra umanizzazione e dell’autentica attesa. Ci occorrono avvicinamento e distanza, parola e silenzio, distacchi e innamoramento, sobrietà e passione. Fino a ricomporci nell’ascolto della Parola, con la gratitudine di chi sa che vi è un Tempo nel tempo in cui Dio ci prepara, ci scruta, ci parla, ci sollecita a rischiare la familiarità con la sovrabbondanza della sua cura e sollecitudine. (F. CECCHETTO, Testi inediti)

Per essere all’altezza della propria origine, la vita non ha che un’ultima possibile destinazione. Dio. Mettetela come volete, ma quando abbiamo trovato il nostro finis terrae, nessuno di noi cade nel vuoto. Perché, anche se non te lo ricordi, e ti prende l’estro di darGli dei nomi di fantasia, agli estremi del cammino è nel grembo di Dio che muovi il primo e l’ultimo passo. Non spunti dal vuoto, in questo mondo. E per quanto ti spingano allo smarrimento, i lavacervelli di qui, quando poi ti mollano (perché poi, quando il gioco si fa duro, ti mollano) non rimbalzi nel vuoto. È il Cammino, figlio bello. È per gente che sfida il vuoto della chiacchiera, e vuole vedere le carte. (P.A. SEQUERI, Editoriale, «Avvenire», 6 novembre 2010).