san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
Domenica delle Palme e degli Ulivi - 5 Aprile 2020

Giovanni 11,55 - 12,11

In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

Palm Sunday - 5 March 2020

 

John 11,55 - 12,11

 

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https://www.chiesadimilano.it/letture-ambrosiane-multilingue-per-i-fedeli-stranieri

 

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Commento:
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Proponiamo, tuttavia, una preghiera di Laura Invernizzi, Ausiliaria Diocesana, con il suo consenso. (Let's however pray as suggested by Laura Invernizzi).

Signore Gesù, anche tu sentivi addosso la tensione mentre giungeva la tua ora
e si spargeva in ogni dove l’ordine di denunziarti?
Non ti facevi vedere in giro, restando nascosto con i tuoi,
e cercavi di spiegare loro, che per passare “tutto” nella vita
non bisogna lasciare nessun appiglio al male e alla morte,
accogliendo anche quelle parti di noi che fatichiamo ad accettare,
e vivendo nell’amore,
non nella paura, che ci fa cercare la vita in surrogati falsi e mortali.
E così non hai rifiutato quell’invito a cena dei tuoi amici,
e sei tornato, anche correndo qualche rischio,
nella casa di Lazzaro, il morto tornato alla vita,
per insegnare ai tuoi discepoli a distinguere
ciò che profuma di vita anche se muore da ciò che puzza di morte anche se vive.
E quando Maria, una donna, la più bella, la più grande tua amica,
quella che stava sempre seduta ad ascoltarti e che conosceva il tuo cuore,
quella di cui tu conoscevi le lacrime,
entrata nella sala, ha versato il suo profumo sui tuoi piedi,
asciugandolo con i suoi capelli, tra lo stupore e il calcolo dei presenti,
forse anche tu sei rimasto col fiato sospeso
al vederla parlare il tuo stesso linguaggio d’amore...
Quel profumo di vita, Signore, ha invaso la casa, dove, poco prima,
si piangeva un morto!
Con quel profumo addosso, Signore, vivrai la tua settimana di passione!
Quel profumo, Signore, resterà anche sui capelli di Maria,
che ha capito il tuo dono e desidera corrispondere al tuo amore!
Dona anche a noi di portare il tuo buon profumo,
che contrasta la puzza di morte del calcolo e del possesso
e si spande nel mondo come dono di vita! Amen.
(Laura Invernizzi)