san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
Domenica della SS. Trinità - 7 Giugno 2020
Giovanni 16, 12-15

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Holy Trinity Sunday - 7 June 2020


John 16, 12 : 15


For the text of this Gospel in English, French, German, Spanish, Portuguese, and Latin click:

https://www.chiesadimilano.it/letture-ambrosiane-multilingue-per-i-fedeli-stranieri
Commento:
“Donaci di confessare la vera fede e di riconoscere la gloria della Trinità”

1. Riconosco la Gloria di Dio perché lo chiamo Padre. “Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo Abbà Padre!” (san Paolo)
È l’esperienza della Misericordia (non moralistica):
- è la coscienza di sé come perdonati attraverso il Figlio di Dio
- è l’evidenza sempre più grande del perdono come rinnovamento della vita, come conversione della vita, come vita che muta: l’essere figli significa essere continuamente generati.
Questa è la potenza suprema che Dio  Padre dimostra nell’esistenza nostra e delle cose: siamo perdonati perché un altro paga per noi (espiazione).

2. Confesso la vera fede in comunione con il Figlio: “Coeredi di Cristo: prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare alla sua gloria” (san Paolo)
Da qui nasce una nuova coscienza:
- il nostro modo di pensare, e la nostra affezione, il nostro modo di amare, vuole dire che continuamente tale coscienza e tale affezione sono portate, trasportate dove non avrebbero pensato, sono continuamente sollecitate a uscire da sé, vanno fuori di sé.
- è una sorpresa, è una scoperta, non derivata dal tipo di saggezza che avevamo fino a un minuto prima: è una cosa nuova.
Questo accade perché come il Figlio impariamo ad amare:
«[…] il cuore cambia se ama qualcuno, se non è solo con se stesso, cioè ripiegato su di sé, ma aperto a un dono infinito. Per questo le circostanze che ci “prendono”, come quella attuale, se le viviamo almeno con il desiderio di amare un Altro, e gli altri in Lui, anche se ci legano e incatenano, diventano cammino di libertà […]» (Lepori)

3. Vivo una vita nuova nello Spirito, che ci “guiderà a tutta la verità”: “Trasforma noi tutti in sacrificio perenne a te gradito”.
- Non si tratta di invocare lo Spirito come capacità maggiore di sviluppare la nostra intelligenza secondo le nostre misure.
- Invocare lo Spirito vuole dire una cosa sola: che lo Spirito ci faccia capire e compiere le dimensioni di Cristo, che ci faccia capire, comprendere le misure di Cristo, perciò la struttura del fatto di Cristo, e basta; che ci faccia capire e attuare la struttura del fatto di Cristo; che ci faccia capire e attuare il mistero del fatto di Cristo nella storia che è la Chiesa; che ci faccia capire e vivere questa nuova modalità umana di stare nel mondo.
- Tutto questo è mortificazione, è rottura, proprio per questo è compimento: “non più io ma Cristo vive in me”.