san ferdinando
Liturgia: Vangeli e Commenti
Battesimo del Signore - 11 Gennaio 2015
Marco 1, 7-11

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Commento:

Per comprendere

Possiamo dividere il nostro testo in due quadri:

1) La proclamazione di Giovanni

2) Il battesimo di Gesù nel Giordano

1) Che cosa fa la differenza tra il battesimo di Giovanni e quello di Gesù? Per Marco è una questione di “forza”. Giovanni dice che quello che viene dietro di lui è “più forte”. Ma più forte rispetto a cosa? Questo linguaggio lascia intravedere una sfida: il vangelo è annuncio di una vittoria da parte del più forte contro forze avversarie. Queste forze sono già apparse e hanno un nome: peccati (1,4.5). Proprio per la sua santità lo Spirito è il contrario del peccato. Per Marco ricevere lo Spirito è ricevere il perdono. Il racconto che Marco ci fa si annuncia come una battaglia nella quale uno più forte entra in scena e si misura con forze contrarie. Bisognerà, dunque, discernere ciò che avviene e, soprattutto, prima o poi, scegliere, schierarsi.

Il battesimo di Spirito santo avverrà in futuro: Egli vi battezzerà. Questa promessa non riguarda solo i presenti ma ogni lettore. C’è un battesimo di conversione e di acqua, ma preparatevi perché ce ne sarà un altro fatto di Spirito santo. E’ una parola che risuona di nuovo per noi.

2) Il racconto ci presenta come un nuovo inizio: Ed ecco! Chi? Il più forte. Gesù è introdotto da Marco così come era stato introdotto Mosè (Es 2,11 LXX) e, con lui, l’inizio della storia della salvezza. Mosè, diventato grande, entra nella storia per visitare i suoi fratelli sfruttati e oppressi. Cosa aspettarci allora dall’ingresso di questo Gesù da Nazaret di Galilea? Il suo nome significa “il Signore salva”, si chiama come il successore di Mosè (Giosuè) ed entra in scena come il nuovo Mosè, l’ultimo definitivo profeta, colui che Mosè annunciò e che bisogna ascoltare. Di lui Marco ci dice anche che viene da Nazaret: Gesù viene dai margini e per coloro che sono ai margini. Come interpretare, dunque, il suo farsi battezzare da Giovanni discendendo nel Giordano? Notiamo, innanzitutto, che ciò che avviene mentre Gesù risale dall’acqua è un’esperienza personale: lui vede, lui ascolta. Giovanni non vede e non ode nulla. Raccontando che Gesù vide i cieli strapparsi e lo Spirito discendere in lui, Marco ci rende testimoni di un evento unico: ormai il luogo dove abita la Presenza/Gloria con al suo centro lo Spirito, è la persona di Gesù. Il cielo è ora aperto e ad esso si può accedere nella persona di Gesù. Quanto alla voce, essa indirettamente si qualifica perché dire: “Tu sei il Figlio mio” implica che colui che parla sia il Padre. Questa è parola di investitura messianica

(Sal 2,7) e viene specificata da due altri elementi: l’amato e in te ho posto il mio compiacimento. Vengono così evocate la figura di Isacco (Gen 22) e quella del Servo del Signore del Secondo Isaia e, con esse, elementi già incontrati: il dono dello Spirito, la vocazione profetica del Servo, la sua condizione di sofferenza per la redenzione delle moltitudini e la sua vittoria finale. Gesù, nuovo Isacco e nuovo Mosè è chiamato a realizzare la salvezza per le moltitudini attraverso un destino di sofferenza e di offerta libera di sé come il Servo del Signore. E’ il programma della vita di Gesù, la vocazione che egli fa propria scegliendo di mettersi in fila con i peccatori e per i peccatori. Di questo Figlio il Padre si compiace.

Dicevamo: l’esperienza che Gesù fa al Giordano è personale ma, rendendone partecipi noi suoi lettori, Marco ci dice: questo Gesù è venuto per voi, disposto a lottare con tutto se stesso perché la vostra storia sia storia salvata.

Per pregare

Quale preghiera (grazie per…, scusa per…, per favore ti chiedo…, ti prometto che…) nasce in me di fronte a ciò di cui Marco mi ha reso partecipe in questo suo racconto?